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Un Atteso Ritorno(di Barbara Bruno)

Questa � la mia fanfiction, leggetela e fatemi sapere cosa ne pensate. I feedback sono apprezzati :):


UN ATTESO RITORNO

di Barbara Bruno

(prima parte)


INTRODUZIONE:

La Storia che vi sto raccontando parte dall�ultima scena della sesta serie, per essere un seguito di quest�ultima. In effetti, questa � la mia settima serie personale. Ovvero come potrebbe essere la vita di Gabrielle dopo la morte della principessa guerriera. In questo racconto ci sono delle scene d�amore, baci, abbracci e a volte qualcosa di pi�. Chiunque non sia disposto a leggerli vada avanti, o legga qualcos�altro.

CAPITOLO 1

La nave continuava il suo viaggio e mentre lo spirito di Xena era svanito, Olimpia fissava il tramonto e il mare che le sembrava cos� immenso.
E dopo il tramonto arriv� la sera seguita dalla buia notte. Olimpia scese sotto coperta per cercare di riposare. Ma non ci riusc�. Ogni volta che chiudeva gli occhi rivedeva il corpo di Xena ancora infilzato di frecce. Quella visione le fece emettere un urlo disperato. �Non so se riuscir� mai a dimenticare quello che ho provato quel giorno. Xena ho bisogno di te!� Una lacrima le rig� il suo dolce volto. Poi cerco di riaddormentarsi. Stavolta sogn� dei momenti pi� felici, come i bagni che soleva fare insieme alla sua amica . Mentre Olimpia sognava, lo spirito di Xena apparve leggero nella stanza. Guard� dolcemente Olimpia, e a vederla cos� indifesa e sognante come una bambina, prov� una forte tenerezza. Lentamente si avvicin� al suo giaciglio, piano come se temesse di svegliarla. Si chin� su di lei accarezzandole i biondi capelli. Le baci� la fronte e poi pose un leggero bacio sulle sue labbra.
� Sono qui Olimpia,veglio sui tuoi sogni e non lascer� che anche quelli ti tormentino. Voglio che ti ricordi di me com'ero in vita e voglio che tu sia forte e che vada avanti, anche se non mi vedrai io sono al tuo fianco, ma soprattutto nel tuo cuore. Ti amo e cos� sar� per l'eternit�.� disse quasi in un sussurro. Olimpia continuava a dormire. Poi un raggio di sole le illumin� il volto. Lentamente apr� gli occhi. Si stiracchi�, fece uno sbadiglio e strizz� gli occhi. Ad un certo punto fiss� nel vuoto come per riflettere.
�Ti ho sentita accanto a me Xena, sei stata qui questa notte vegliando sui miei sogni. Ti ringrazio amica mia�. disse, sorridendo al nuovo giorno.
�Bene! E' l'ora di alzarsi.�Si mise in piedi e and� verso una bacinella in cui vi era dell'acqua. Si lav� il viso e poi usc� fuori sul ponte della nave, respirando l'aria salmastra del mare. Spalanc� le braccia lasciando che il vento le sfiorasse il viso e le accarezzasse i capelli: si accorse che non soffriva pi� il mal di mare, anzi adesso le dava una sensazione di libert�.
La vedetta grid� �Terraaa!!�, non appena avvist� il porto.
�Eccoci qui Xena, nella terra dei faraoni� disse Olimpia tra se e se mentre la nave si avvicinava sempre pi� alla riva.


�Olimpia�! Lo spirito di Xena era di nuovo accanto a lei. Olimpia si volt� e la vide al suo fianco. �Xena� rispose la giovane. �Ho bisogno che tu faccia una cosa in Egitto!� riprese Xena. �Cosa?� chiese Olimpia. �Evi si trova li in questo momento, sta portando il suo messaggio di pace in quella terra.�disse la guerriera.
�Tu vuoi che io le dica...� � Si Olimpia, vorrei che tu le dicessi cos'� successo, ha il diritto di sapere.�
�Ma Xena, come posso io dirle che tu sei... morta!� �Preferisco sia tu a dirglielo, Olimpia, tu sei come una seconda madre per lei e Evi ti vuole bene. So che tu l'ami come l'amo io�.
Il volto di Olimpia cominci� a riempirsi di lacrime. � Xena... io... non so cosa dire, ti giuro che dar� a Evi tutto l'amore che le posso dare, anche il tuo!�
Xena si avvicin� ad Olimpia, con lo sguardo pieno di speranza. �So che tu puoi farlo Olimpia, tu puoi dare tanto amore e tanta gioia agli altri, cos� come li hai dati a me, � per questo che ti amo!�
Poi la strinse a se abbracciandola e Olimpia la ricambi�.
In quel momento la nave attracc� al porto.
Xena era di nuovo sparita, e Olimpia sent� un vuoto nel suo cuore, e un peso insopportabile da dover affrontare:dire a Evi che sua madre era morta. Come avrebbe reagito la ragazza a quella notizia?Certo non bene e lei lo sapeva.
Gi� il suo cuore non aveva accettato la morte di Xena, figuriamoci Evi che aveva con la principessa guerriera un legame di sangue.
L'ancora ormai era stata gettata e la nave era ferma.
Olimpia prese l'urna con le ceneri, e la mise in un posto sicuro nella sua bisaccia e dopo aver dato un ultimo sguardo al mare (con il pensiero vol� ad Higuchi dove si erano svolti gli ultimi istanti della sua vita insieme a Xena), finalmente si decise a scendere. Con il cuore in gola cominci� a camminare per il porto. C'era gente nuova, sconosciuta, che lei vedeva per la prima volta. Alcuni marinai si voltarono a guardarla come se lei arrivasse da un altro pianeta.
�Xena, vorrei che tu fossi al mio fianco adesso. Mi sento cos� sola senza di te!� pens� Olimpia, continuando a camminare.
Ad un certo punto quattro brutti ceffi le si avvicinarono, e non avevano buone intenzioni.
�Ehi dolcezza, ti va di fare un giro con noi?� disse uno di loro.
Olimpia li ignor� e continu� per la sua strada.
�Ehi tu bella bionda, stiamo parlando con te� disse un secondo uomo mettendosi davanti a lei.
�Lasciatemi in pace!�disse Olimpia.
�Perch�? Sei cos� carina, lasciati toccare!�non appena quello con la mano cerc� di sfiorarla lei gliel'afferr� tirandolo e spingendolo a terra.
�Ehi ci sai fare bambola, vediamo come te la cavi!� detto questo sfoder� un pugnale.
Olimpia si abbass� afferrando i sai dai suoi stivali e mettendosi in guardia.
Il tizio si avvicin� cercando di colpirla, ma lei lo evit� tirandogli un calcio in pieno volto.
Gli altri tre scattarono verso di lei, tutti armati di pugnale. Olimpia ne colp� uno con l�elsa del sai, un altro con un calcio rotatorio e l�ultimo affondano la lama nelle sua gamba.
Poi si avvicin� ad uno di loro e per la prima volta us� il Pinch in modo perfetto.
�Hai 30 secondi prima che il sangue non fluisca pi� al tuo cervello. Cerco il palazzo del faraone. Dimmi dov�� e sarai libero.�
Il tizio che riusciva a malapena a respirare le rispose �Devi attraversare il deserto e arrivare�. Alla valle dei re. E..un giorno di viaggio!�
Olimpia tolse il pinch da quel tipo � Grazie!� Lei stessa si era meravigliata di esserci riuscita.
Si sentiva come se lei e Xena fossero diventate una persona sola: Xena era in lei!
S�incammin� verso il deserto, pensando a quando in precedenza lei e Xena lo avevano attraversato in un altro luogo, quando i romani attaccarono i nomadi. Ripens� a come lei e Xena li sconfissero.
Il deserto era immenso e interminabile e l�aria era troppo calda da sopportare. Il sole bruciava sulla sua pelle. Si ricord� di avere un mantello nella sua bisaccia e lo usc� fuori per proteggersi dal sole.
Continu� a camminare sulla sabbia rovente fino a che la sua vista non cominci� ad annebbiarsi e, esausta cadde per terra svenuta.


CAPITOLO 2

Olimpia si risvegli�, e non era pi� nel deserto, ma in un luogo fresco e accogliente: dava tutta l�impressione di essere un�oasi. Sent� il suo viso bagnato e si accorse anche che qualcuno era li accanto a lei.
� Evi!� esclam� Olimpia meravigliata di vederla proprio li.
�Olimpia, come stai adesso?�chiese la ragazza preoccupata.
�Meglio , ma dove mi trovo?�chiese sempre pi� stupita e disorientata.
�Sei in un�oasi non lontana dalla valle dei Re. Ti ha trovata un ragazzo e ti ha portata qui. Quest�oasi � una specie di ricovero per le persone bisognose di aiuto.�spieg� Evi.
� Capisco�. Fece il bardo.
�Olimpia, nel sonno a causa della febbre ti ho sentita delirare: parlavi di mia madre, era come se avessi paura di non poterla pi� rivedere. Dov�� adesso? Come mai non � con te? Te la senti di parlarne?�
Olimpia guard� Evi negli occhi, e per un attimo sent� il suo cuore come trafitto da una lama. Era venuto il momento di dire a Evi come stavano le cose, e sebbene non se la sentiva di darle la triste notizia, si fece forza.
� Evi, ti racconter� tutto, dall�inizio alla fine, promettimi che mi ascolterai!� disse Olimpia con gli occhi lucidi.
�D�accordo Olimpia, ti ascolto.�
� Tutto � iniziato quando un monaco proveniente dal lontano Sol Levante ha portato un messaggio a Xena. Il messaggio era una richiesta di aiuto da parte di una sua vecchia amica. Io e lei ci siamo recate ad Higuchi�� Olimpia continu� il suo racconto, mentre Evi l�ascoltava attentamente.
Olimpia arriv� al punto in cui ritrov� lo spirito di Xena, rendendosi conto che era morta. Qui si ferm� perch� vide le lacrime rigare il volto di Evi.
� Mia madre�. Mi stai dicendo che mia madre � morta, no, non posso crederci, � assurdo, non pu� essere..�disse la ragazza piangendo.
Olimpia le prese la mano, e la strinse nella sua. �Lo so che � difficile da credere Evi, neanche io volevo crederci, ma � successo. Permettimi di raccontarti il seguito.�
� Va bene, va avanti Olimpia..�disse Evi asciugandosi le lacrime che continuavano a scendere gi� nonostante cercasse di trattenerle.
Olimpia continu� il suo racconto, parlandole del ritrovamento del suo corpo, della cremazione, della battaglia finale tra Xena e Yodoshi, e del saluto finale. Olimpia mostr� a Evi anche le ceneri di sua madre. La ragazza prese l�urna, l�avvicin� al petto stringendola con tenerezza.�Madre!�sussurr�.
Olimpia aveva le lacrime agli occhi. Sapeva quanto per Evi fosse dura accettare tutto questo e per confortarla l�abbracci�. La ragazza si abbandon� al pianto.
�Piangi Evi, sfogati! Ti far� bene!� dicendo questo le accarezzava i capelli.
� Madre! � ripet� Evi. Si stacc� da Olimpia. �Olimpia scusami, vorrei rimanere un po� sola� disse alzandosi. �Vado fuori, ma tu stai li, hai ancora bisogno di riposare. Torner�!�
�Evi, sei sicura di star bene?� Chiese Olimpia preoccupata.
�Si, sto bene, ho solo bisogno di pregare� , detto questo, usc� fuori dalla tenda. Olimpia la guard� pensierosa, era seriamente in pena per lei. � Evi!� sussurr�.
Evi si allontan� andando verso il deserto. Li dove nessuno poteva ne vederla n� sentirla si abbandon� cadendo sulle ginocchia, piangendo come mai aveva fatto prima. �Madre!� grid�.�Perch�? Perch�?�
Poi alz� gli occhi verso il cielo: �Belur!E� questa una prova forse che mi stai inviando?.Mia madre � morta, mentre io ero lontana da lei . Non ho potuto vederla un�ultima volta, avrei voluto dirle quanto le sono grata per avermi dato la vita, per avermi salvata e per tutto l�amore che mi ha sempre dato. Ho seguito la strada che tu mi hai indicato! Ma � veramente questa la mia strada! Perch� l�hai presa con te proprio adesso, perch� ho dovuto perderla a questo prezzo? Belur, il tuo amore � infinito, ma � davvero necessario che una persona soffra per amore?� la ragazza abbass� la testa.
Poi lanci� un urlo disperato: �Belur!! Devo forse tornare a combattere! Vuoi che impugni nuovamente la spada?! Cosa devo fare? Mandami un segno, ti scongiuro.�Poi torn� di nuovo il silenzio. Una voce familiare le parl� �Evi, figlia mia. Sii forte e non perdere la speranza. Continua a seguire la strada dell�amore e della pace. Olimpia � con te e ti sar� sempre vicina. Non ti arrendere e non lasciare che il male ti vinca di nuovo. Ho fiducia in te. Ti voglio bene e vivr� per sempre nel tuo cuore.�
� Madre! Ti voglio bene anch�io. Grazie di tutto!� Si alz� e torn� da Olimpia.


CAPITOLO 3
Olimpia, che aveva riposato per un po� stanca di stare li senza far nulla, decise di fare un giro per l�oasi. Fu meravigliata nel vedere uomini, donne e bambini che si aiutavano a vicenda nei vari lavori. E fu presa da un senso di pace e di serenit� che proveniva da questo spirito di collaborazione collettivo.
�Tutto merito di Evi� pens�. Mentre camminava ad un certo punto un giovane di bel aspetto, che stava lavorando con gli altri la vide ;lasci� quello che stava facendo e corse da lei.
�Ciao, vedo che stai bene adesso!� disse il ragazzo.
�Ciao, e tu chi sei?� chiese Olimpia sorpresa.
�Piacere, il mio nome � Aaron, sono io che ti ho trovata nel deserto e ti ha portata qui. Mi fa piacere vedere che stai meglio�
�Grazie del tuo aiuto Aaron. Il mio nome � Olimpia, piacere di conoscerti!�fece la poetessa.
� Non devi ringraziarmi, se c�� qualcuno che ha bisogno di aiuto, mi piace dare una mano, � quello che ci ha insegnato la nostra guida ,Evi. Lei � una maestra per tutti noi, e ci ha insegnato che l�amore � la cosa pi� importante.�
�Capisco. Questo � molto bello�rispose Olimpia con un sorriso.
�Hai sete?� fece Aaron un po� imbarazzato.
�Si, Un po��
�Vado a prenderti dell�acqua, aspetta qui.�
�Si, grazie.�fece Olimpia.
Aaron si precipit� a prendere una ciotola d�acqua e torn� da lei come un razzo.
�Ecco, bevi piano per�fece poi.
Olimpia lo ringrazi�, prese la ciotola nelle sue mani, e bevve l�acqua.
�E� molto buona.� Disse.
Aaron la guard�, poi chiese �Da dove vieni?�
� Vengo da Potidea, si trova in Grecia�
�Da cos� lontano?�
�Si, ho viaggiato molto ultimamente�disse Olimpia,ma il suo viso divenne pi� triste.
Aaron se ne accorse subito. �Olimpia , cosa c�� che non va?�
�Niente, � che mi sono successe troppe cose ultimamente di cui non mi va di parlarne al momento�rispose il bardo.
�Mi dispiace, non volevo rattristarti�
�No, non � colpa tua, scusa me piuttosto.� Disse Olimpia.
�Ho un�idea, Olimpia. Ti porto in giro per l�oasi,ti far� da guida. Un po� di distrazione ti far� bene.�
�Come vuoi?� disse la ragazza con un sorriso.
�Vieni� Aaron la prese per mano, guidandola per l�oasi e facendole conoscere tanta gente nuova.
Tutti si mostrarono estremamente gentili con lei, ed erano felici di avere una persona in pi� con loro.
Mentre camminavano, Olimpia si sent� chiamare.
�Evi�! esclam� la ragazza vedendola arrivare. Evi aveva gli occhi ancora arrossati per via del pianto, e il viso accaldato.
�Olimpia, ti stavo cercando, meno male che sei qui.� Disse
�Evi, stai bene? Dove sei stata?� Chiese l�amazzone preoccupata.
�Non importa dove sono stata, quello che importa ora � che voglio venire con te Olimpia, dovunque tu intenda andare.�
� Evi, io ho intenzione di trovare un modo per riportare in vita tua madre, ci ho pensato su mentre riposavo nella tenda. E voglio cercare delle risposte nella valle dei Re.� Rispose Olimpia.
�Allora permettimi di venire con te, perch� se c�� un modo per riportare in vita mia madre, voglio conoscerlo anch�io.� Fece Evi decisa.
� E questo posto, allora?� chiese Olimpia.
�Non c�� pi� bisogno di me qui, dar� le ultime disposizioni e poi quando sarai pronta partiremo.�
�Va bene Evi. Sono contenta che tu abbia deciso di venire con me, questo mi far� sentire meno sola.�
�Grazie!� rispose la ragazza.
Aaron le guard� sorpreso. Not� che tra loro c�era una grande confidenza.
�Sembra che vi conosciate molto bene, voi due� Disse ad Olimpia, quando Evi and� a dare le ultime disposizioni ad un anziano del luogo.
�Lei � la figlia della mia migliore amica, l�ho vista nascere e in un certo senso � come se fosse anche mia figlia�.
�Come si chiamava la tua migliore amica?� chiese lui curioso
�Xena, Principessa Guerriera.� Rispose lei pensierosa.
� Come mai non � qui con te adesso?�
Olimpia ebbe come un brivido interiore, poi rispose: �Purtroppo � morta, lasciando nel mio cuore un vuoto incolmabile.� Il viso di Olimpia venne rigato da una lacrima.
�Che stupido che sono! Ecco, ti ho fatto di nuovo rattristare. Perdonami!�disse lui.
�Non fa niente, non preoccuparti� Dette queste parole Olimpia and� nella sua tenda a riposare.
Il mattino dopo sia lei che Evi erano decise a partire. Presero tutte le loro cose e si avviarono.
Aaron corse da loro.
�Olimpia, Evi, voglio venire con voi.� Disse.
�No Aaron, resta qui, hanno bisogno del tuo aiuto.� Rispose Evi.
� Va bene� Olimpia! Abbi cura di te. Spero di rivederti presto!�
�Anch�io spero di rivederti. Ciao Aaron.�!
Olimpia e Evi partirono, mentre Aaron le guardava allontanarsi. Nel cuore del ragazzo stava nascendo un sentimento nuovo per lui, stava cominciando a sentire qualcosa per Olimpia, ma neanche lui sapeva esattamente cosa.

CAPITOLO 4

Aaron stava ancora guardando Olimpia e Evi allontanarsi, quando si sent� chiamare.Si gir� ma nessuno lo stava chiamando.
�Aaron!� fece ancora la voce.
�Oh no! Comincio ad avere le allucinazione adesso?� si disse preoccupato
�No, non hai le allucinazioni� disse la voce.
�Chi sei ? Fatti vedere!�disse Aaron sempre pi� confuso.
�Non posso, ma devi fidarti di me!�
�Come faccio a fidarmi di ci� che non vedo!�Aaron era sempre pi� impaurito.
�Non hai nulla da temere Aaron, ho solo bisogno del tuo aiuto!�disse ancora quella voce.
�Chi sei? Dimmi almeno il tuo nome�!
�Il mio nome � Xena, e sono uno spirito.� Il ragazzo sbianc� in volto.
�Come uno �. Spirito!!!�
�Si, sono morta!� fece la voce di Xena.
Aaron stava per svenire. Xena parl� ancora.
�Aaron, io sono la madre di Evi e grande amica di Olimpia. Loro sono la mia famiglia e sono tutto per me. Ma adesso si trovano in grave pericolo. Hanno deciso di riportarmi in vita, ma non sanno a cosa stanno andando incontro!�spieg� Xena.
�Adesso capisco!�fece Aaron pensieroso.
�Adesso capisco perch� avevano tanta fretta di partire.� Continu�.
� Ma perch� sei venuta da me?� chiese incuriosito
�Perch� vorrei che tu le seguissi per proteggerle?�
�Si , ma perch� io?�
�Perch� per un attimo sono stata dentro di te, e ho potuto vedere nel tuo cuore. Tu sei un bravo ragazzo, puro e generoso. E so che dentro di te senti che proteggerle � la cosa giusta.�disse Xena
�Tu sei stata dentro di me? Ma come, io non me n�ero accorto.�
�Lo so, essendo uno spirito posso entrare nel corpo di chiunque, anche nel tuo.!�
�Wow! Ma cosa posso fare io per proteggerle, non so neanche impugnare una spada!�
�Sar� io a guidarti, se mi permetterai ancora di entrare in te. Io e te insieme possiamo proteggerle!�rispose lo spirito.
� Va bene, Xena , ti aiuter�! Lascia solo che prenda le mie cose, poi partir� subito, cio� volevo dire, partiremo subito.�
�Ti ringrazio Aaron.�fece Xena.
Aaron corse nella sua tenda e un attimo dopo era gi� pronto per partire.
Olimpia e Evi intanto stavano attraversando il deserto.
�Evi, stai bene?� chiese Olimpia vedendola pensierosa.
�No Olimpia. Vorrei tanto che mia madre fosse ancora viva.� Rispose la ragazza.
Olimpia si ferm� e si gir� verso Evi.
�Anch�io vorrei che Xena fosse qui con noi. Dobbiamo cercare di farci forza Evi e andare avanti. E cos� che lei vorrebbe.� Rispose Olimpia, anche se dentro di lei sentiva la forza mancare, e provava un immenso dolore al pensiero che Xena non era con loro . Per il bene di Evi per�, aveva deciso di farsi coraggio e dare quella forza alla giovane per continuare ad andare avanti.
�Olimpia grazie. Lo so che anche tu stai soffrendo, ma nonostante tutto incoraggi me a reagire, sei molto forte.
Capisco perch� mia madre ti voleva bene. Le hai dato tanta gioia e le hai cambiato la vita.� Disse la ragazza.
Olimpia deglut� con forza, e trattenne le lacrime. Poi diede una pacca sulla spalla ad Evi e disse:
�Andiamo Evi, continuiamo a camminare.� Olimpia and� poi avanti e senza che Evi la potesse vedere pianse. Le lacrime continuavano a scendere gi� dalle gote senza fermarsi. La sua mente torn� a quando ferita da una freccia avvelenata lanciata da un soldato dell�armata persiana, lei era quasi sul punto di morire.
Le parole di Xena risuonavano ancora nella sua mente: � Se questo � il nostro destino, Olimpia, lo affronteremo insieme. Neanche la morte potr� mai dividerci�
�Forse ti sbagliavi, Xena. La morte ti ha portata via da me adesso e io ho bisogno di te pi� che mai.� Disse fra se e se la poetessa.
Intanto il giorno stava per finire e l�ombra della notte cominciava a distendere il suo buio manto.
La temperatura era diventata pi� fredda, mentre le due donne continuavano a camminare.
Ad un tratto si fermarono e Olimpia disse:
�E� meglio fermarci qui per stanotte Evi. Ma dovremmo accendere un fuoco.�
�Va bene Olimpia�disse Evi.
Per fortuna Olimpia, piena di risorse nella sua bisaccia aveva tutto l�occorrente per accendere il fuoco.
Dopo averlo acceso, prepararono i loro giacigli e andarono a dormire.
In un�altra parte del deserto Aaron aveva trovato un posto sicuro per la notte. Lo spirito di Xena era con lui.
�Xena, devi essere molto affezionata ad Olimpia, vero?�chiese curioso.
�Non � semplice affetto ci� che provo per lei� � disse Xena.
�Ah, no? Cos�� allora?� domand� Aaron.
�Io l�amo. L�amo con tutta me stessa e vorrei vederla felice!� rispose dolcemente la guerriera.
Aaron rimase senza parole. Poi si riprese e chiese
�E lei?�
� Suppongo che anche per lei sia cos�. Anzi ne sono sicura. Noi due siamo anime gemelle e il destino ha voluto che c�incontrassimo. Abbiamo vissuto mille avventure insieme e avevamo giurato che non ci saremmo mai lasciate.� Rispose Xena.
�E poi cos�� successo? Perch� tu� Beh perch� sei morta?� chiese Aaron.
�Perch� ho fatto una scelta. Ho scelto di sacrificare la mia vita per la salvezza di 40. 000 anime, di persone che sono morte a causa mia.�
Xena continu� la sua storia, scendendo nei pi� minimi particolari, mentre Aaron l�ascoltava con profondo interesse.
La notte la pass� cos�, ascoltando Xena mentre le parlava di come Olimpia l�aveva cambiata e di quante avventure avevano vissuto insieme da quando si erano conosciute.
Il ragazzo non era affatto stanco ed era sempre pi� affascinato e stupito dalla grande amicizia, anzi dall�amore che le legava.
�Olimpia � stata un arcobaleno di gioia nella mia vita e se non fosse stato per lei io a quest�ora starei bruciando nelle fiamme degli Inferi da non so quanto tempo. Lei mi ha salvata.� Fin� Xena, quando ormai le luci dell�alba cominciavano a fare capolino.
�E� stupendo Xena, da ci� che mi hai raccontato ho capito che Olimpia � una persona veramente speciale. Adesso pi� che mai desidero aiutare te e lei. Ma tu sai che genere di pericolo l�aspetta.?�
Chiese Aaron.
�C�� una forza misteriosa di cui ho percepito la presenza non appena Olimpia � stata portata nell�Oasi. Qualcosa ci sta osservando e non credo che si tratti di un comune essere umano. Credo sia uno spirito che sta tra questo mondo e il mondo dei morti. E da ci� che percepisco si tratta di uno spirito malvagio.�disse Xena, che adesso mostrava il suo aspetto ad Aaron.
�Hai capito di chi si tratta?� chiese preoccupato.
�Forse. Se � chi penso io Evi e Olimpia sono in grave pericolo.� Rispose Xena.
Il sole stava ormai sorgendo e nonostante Amon non avesse dormito per niente era sempre fresco come una rosa.
�D�accordo. Allora dobbiamo muoverci.� Disse il ragazzo prendendo la sua roba.
Xena rimase stupita dalla sua tempra forte. Eh si ! Aveva fatto la scelta giusta.
Intanto anche Evi e Olimpia si erano alzate di buon mattino ed erano a met� strada ormai.
�Olimpia!�la chiam� Evi.
� Cosa c�e? fece il bardo.
�Stanotte ti ho sentita piangere nel sonno, cosa c��?�
�Niente Evi, non preoccuparti per me.�
�Olimpia, io mi preoccupo invece. Tu mostri il tuo lato pi� forte, mentre invece stai soffrendo,ma non ne vuoi parlare. Forse perch� non vuoi far star male me ?�continu� Evi.
�Io..�
� Olimpia, perch� non ti sfoghi una volta per tutte. Tenerti tutto di dentro ti fa ancora pi� male.�
�Evi, hai �ragione!� La voce di Olimpia tremava.
�Io sto male! Sento il vuoto totale dentro di me. Mi manca quella parte di me che amavo con tutta me stessa! Mi manca Xena! Lei era tutta la mia vita, Evi. Mi dava forza� era lei il mio sostegno, e adesso io non ce la faccio!�
Le lacrime continuavano a venir gi� ininterrottamente. A quel punto Evi le si avvicin� abbracciandola.
�Olimpia, perdonami. Sono stata un�egoista e non ho pensato a quanto tu stessi soffrendo per la morte di mia madre. Perdonami!�
�Non c�� niente di cui ti debba perdonare. Non sei un�egoista Evi. Io so quanto tu soffra per la morte di tua madre ed � per questo che non volevo fartelo pesare. Volevo essere forte e cercare di starti vicina trasmettendoti serenit�, ma a quanto pare non ci sono riuscita. Mi dispiace molto per questo.�
Disse il bardo con gli occhi ancora lucidi. Ad un certo punto alz� la mano ed accarezz � il volto di Evi
�Sai Evi, i tuoi occhi sono come quelli di tua madre. Quando li guardo, rivedo i suoi e questo mi da la forza di andare avanti nonostante tutto.� Disse dolcemente, abbassando poi la mano.
Evi sent� una profonda tenerezza a sentire quelle parole. In cuor suo si era ripromessa di stare accanto ad Olimpia per darle coraggio.
Il bardo fece un sospiro e alz� le spalle. �Andiamo adesso, o non ci muoviamo pi�.� Disse, sforzandosi di sorridere. Le due donne proseguirono il loro cammino
.


CAPITOLO 5

Olimpia e Evi proseguivano il loro cammino verso la Valle dei Re. Il calore del deserto cominciava a farsi sempre pi� insopportabile , ma le due donne avevano per fortuna preso l�occorrente per qualsiasi evenienza.
Finalmente all�orizzonte apparve un edificio imponente e maestoso: la Valle dei Re.
Olimpia e Evi avanzarono ancora per qualche miglio fino a che non arrivarono davanti a quella meraviglia del mondo.
Le due si misero ad ammirare quell�edificio , costruito interamente in pietra : statue gigantesche, mura, tutto faceva pensare ad un�unica cosa : uomini o divinit� avevano fatto ci�?
Le due ragazze avanzarono lentamente, mentre le guardie semplicemente le osservavano.
Erano ormai giunte al palazzo : �E�meraviglioso qui. Chiss� quanto temo ci sar� voluto per costruire tutto questo.�Disse Olimpia.
�Sono stati usati degli schiavi per questo Olimpia. Anche se tutto ci� sembra meraviglioso , � opera di avidit� e brama di potere.�disse Evi, che cominciava a sentire un brivido nella schiena.
Avanzarono fino ad entrare all�interno dell�edificio. Un uomo con una lunga toga e un elmo con l�effige di un serpente and� loro incontro.
�Chi siete voi, oh fanciulle!� chiese con voce soave.
�Il mio nome � Olimpia sono un�amazzone greca, e lei � Evi, mia figlia� disse Olimpia.
Evi rimase sorpresa da quell�affermazione. Olimpia le fece segno di assecondarla.
�Siete le benvenute, straniere fanciulle. Il mio nome � Amotep e sono gran sacerdote di Osiris, dea dei morti. Cosa vi porta quaggi� da cos� lontano.!�
Chiese.
�Ho sentito che cercavate una guerriera!�Disse Olimpia.
�Oh si, cercavamo la Principessa Guerriera!� disse Amotep. �Ma ormai � tardi. Questo regno � finito e rimango solo io.�disse Amotep.
Olimpia fu molto sorpresa.
� Voi non siete qui per quel motivo per�, c�� qualcos�altro, qualcosa di molto pi� importante.� L�espressione del sacerdote cambi�.
�Si, � vero, spero che ci possa aiutare.�fece Olimpia.
�Potrei e non potrei farlo� disse lui.
�Non capisco, spiegati meglio�!fece Olimpia perplessa.
�Io so cosa cerchi Olimpia. Tu vuoi riportare in vita chi � gi� morto.� Ora la sua voce suonava come un oracolo.
�Tu come fai a saperlo?� chiese Olimpia.
�Sono un sacerdote, rappresento Osiris sulla terra, e sono in contatto con le anime dei morti.� Disse lui.
Evi tremava � Olimpia, c�� qualcosa che non va qui dentro. Percepisco un�aura negativa!� le sussurr�.
Olimpia continu� a parlare con il sacerdote.
�Amotep, visto che lei sa tutto. C�� un modo per riportare in vita la mia amica Xena?� chiese
�Venite con me!�fu la sua risposta.
Le due lo seguirono. Egli le port� in una stanza buia, ma quando alz� il suo bastone, le candele attaccate ai muri si accesero.
L�atmosfera era da brivido e Evi continuava a tremare. Sentiva il male li dentro.
�Olimpia, sta attenta!� disse la ragazza.
�Non preoccuparti , Evi, � tutto apposto. La rassicur� il bardo.
�No, non lo 腔fece Evi guardandosi intorno.
�Allora, c�� un modo per riportare la mia amica Xena in vita o no?� insistette Olimpia.
La voce del sacerdote si fece sentire come un eco.
�Colei che vuoi far rivivere, non torner�disse.
�Spiegati meglio , per favore!�insistette Olimpia.
La voce di Amotep ritorn� normale.
�Olimpia ascolta, l�anima di Xena � tormentata da un solo pensiero: te!�disse con calma.
Poi continu�: �Lei � legata a questo mondo perch� continua ad essere preoccupata per te, e cos� non pu� andarsene in pace�.
Olimpia rabbrivid� alle sue parole.
�Affinch� la sua anima trovi finalmente la pace che merita, tu Olimpia devi dimenticarla e lasciarla andare.�
Olimpia si mise una mano sulle labbra cercando di trattenere le lacrime.
�Devo� dimenticarla?� disse poi con gli occhi lucidi.
�Si Olimpia, se veramente le vuoi bene devi lasciare andare il suo spirito, e puoi farle solo dimenticandola.�
Olimpia cadde sulle sue ginocchia e Evi le si avvicin� per cercare di confortarla. Sentiva che c�era qualcosa che non andava li dentro, ma non sapeva spiegarsi cos�era.
�Come puoi chiedere ad Olimpia di dimenticare mia madre!� disse alla fine Evi con rabbia.
�Tu Evi, non comprendi. Lei deve farlo. Se non lo far� tua madre sar� per sempre prigioniera di questo mondo e non potr� rinascere in una vita successiva!�disse il sacerdote.
�Dunque � cos�! Se � per il suo bene, io devo dimenticarla.Ma come posso?E come se dovessi dimenticare una parte di me! Come faccio?�
�Una volta tu andasti da Mnemonia, la sacerdotessa della memoria, per dimenticare ci� che era successo con tua figlia Speranza. Lei ti potr� aiutare a dimenticare Xena.� Si ferm� un attimo, guardandola. Poi riprese
�Torna in Grecia, Olimpia. Dimentica Xena e rifatti una nuova vita. Solo cos� salverai la sua anima.� Dicendo cos� il sacerdote si allontan�.
Evi aiut� Olimpia a rialzarsi. Il suo viso era pallido e le gote bagnate di lacrime.
�Andiamocene Olimpia. Andiamo via da qui!�
Olimpia non riusciva a reggersi neanche in piedi, si sentiva ormai svuotata anche della sua stessa anima. Evi era li a sorreggerla.
Camminarono a stento fino all�uscita del palazzo, Aaron era li e corse loro incontro.
�Olimpia, Evi , state bene?� chiese il ragazzo.
�Io si, ma Olimpia sta male e devo portarla fuori di qui al pi� presto!�
Nell�uscire fuori dal palazzo infatti Olimpia perse i sensi e venne sorretta da Evi e Aaron, che la portarono in un luogo fuori dal palazzo.
Al sicuro e lontani da li Aaron chiese a Evi:
�Cosa succede ad Olimpia, perch� si trova in questo stato.?�
�Nel palazzo abbiamo incontrato un sacerdote, dice di essere sacerdote dei morti. Lui ha detto ad Olimpia di dimenticare mia madre, ed � come se le avesse fatto una specie di sortilegio. Lei non ha retto tutto questo e si � sentita male.�spieg� Evi.
�Capisco! Evi vieni un attimo con me� disse Aaron. I due si allontanarono da Olimpia per un attimo.
�Cosa c�� Aaron? Tu non dovresti neanche essere qui!� fece Evi
�Devo rivelarti una cosa, ma promettimi che non dirai niente ad Olimpia per adesso!�
�Cosa?� chiese Evi
�Xena mi ha parlato!�
�Come? Ma non � possibile�!fece Evi.
�Invece si. Xena mi ha mandato qui a proteggere te e Olimpia�!disse Aaron
�Non posso credere che mia madre sia apparsa a te.� Fece Evi confusa
�Credici invece, � stata con me per tutto il tempo,� stata lei a mandarmi qui!�
�E adesso dov��?� chiese Evi
�E� qui intorno. Ascolta Evi. Io e Xena andremo da quel sacerdote per scoprire cosa c�� dietro a tutto questo. Tu stai con Olimpia e prenditi cura di lei. Torner� presto.�
�Non puoi andare, Aaron. Ho avvertito una forza negativa l� dentro. E� pericoloso!� lo avvert� Evi.
�Non preoccuparti, Xena � con me. Ci vediamo!� detto questo il ragazzo corse via, e Evi lo guard� stupita.
�Aaron!� lo chiam� Xena, quando questi era quasi vicino al palazzo.
�Si, Xena dimmi.� Rispose lui.
� Lascia che io prenda controllo del tuo corpo, lascia fare a me�! disse la guerriera.
�Va bene!� disse Amon.
Xena entr� in lui, poi avanz� verso il palazzo. Le guardie si comportarono diversamente da come avevano fatto con Olimpia e Evi e attaccarono. Xena/Aaron , che aveva preso il chackram da Olimpia prima di andarsene, lo lanci� verso le guardie tagliando la punta delle lance.�lalalallalallalalala,sssshiiia!� urlo�. Poi con un balzo e una capriola arrivo di fronte a loro
e cominci� a combattere con le guardie fino a che tutte non erano stese per terra prive di sensi.
Intanto nel palazzo una voce parlava al sacerdote �Ben fatto, Amotep. La prima parte del mio piano ha funzionato. Adesso passiamo alla seconda parte. Sento la presenza di Xena in questo palazzo, proprio quello che volevo. Prepariamoci a darle il benvenuto.�

CAPITOLO 6

Xena, ancora nel corpo di Aaron, avanz� nel palazzo, continuando a camminare in stato d�allerta.
Finalmente trov� la stanza del sacerdote, ma non c�era Amotep ad attenderla.
�Benvenuta Xena� ! fece una voce a lei molto familiare.
�Antinea!� esclam� la guerriera.
�Si , sono io. Brava Xena, come vedo ti sei fatta furba! Ti sei scelta proprio un bel corpo, ma temo che non ti servir� a molto dolcezza!� disse la megera.
�Zitta , maledetta! Piuttosto dimmi cos�hai fatto ad Olimpia. A causa tua lei adesso sta male!� disse Xena con rabbia.
�Ah! La tua dolce poetessa� Poverina!lei ti dimenticher� presto, Xena, lo far� per il tuo bene, per lasciarti andare in pace nell�altro mondo!� disse Antinea in tono sarcastico.
�Tu l�hai convinta con l�inganno a dimenticarmi! Perch�! Rispondi!� url� Xena
�Perch� ti volevo solo per me Xena.Voglio la tua anima e quella sciocca poetessa � un ostacolo per i miei piani. Cos� me la sono tolta dai piedi!�
Lo sguardo di Aaron si fece carico di odio.
�Cosa vuoi farci con la mia anima Antinea?!� fece Xena
�Semplice, unendo il mio spirito al tuo diventerei una forza invincibile nella mia prossima vita.�Spieg� la strega.
�Non ti permetter� di farlo, prima dovrai sconfiggermi.�disse la guerriera con rabbia.
�Certamente Xena, ma non succeder� qui. Il nostro combattimento avr� luogo nel regno delle ombre delle amazzoni, come ai vecchi tempi.� Disse Antinea.
�Come vuoi!Qui o li non fa differenza per me!�rispose Xena.
�Si. Per� non hai bisogno di un corpo per venire fin laggi�, quindi esci pure di li e seguimi� disse Anitinea.
�Ok. Promettimi per� che non gli farai del male e che lo lascerai andare.!� Disse Xena.
�D�accordo Xena. Non torcer� un capello al tuo amico. Adesso sbrigati per�, sono impaziente.!� Disse Antinea.
Xena usc� dal corpo di Aaron, che cadde a terra. Lei si volt� verso di lui, andandogli vicino, e gli sussurr�:
�Va via di qui Aaron!�
�Xena, ma tu sei in pericolo!� fece il ragazzo
�Non preoccuparti per me.Io sono gi� morta, ma tu devi salvarti.�
�Ok, Xena.� Aaron si alz� e Xena gli parl� ancora una volta.
�Aaron, promettimi che se non dovessi pi� tornare indietro, tu starai vicino ad Olimpia e la proteggerai. Ho fiducia in te!�
�Te lo prometto� fece lui
�Adesso va, corri e non fermarti, va!�
Il ragazzo corse fuori andando verso la direzione in cui si trovavano Olimpia e Evi.
�Bene Antinea! Andiamo, sono pronta!� Fece poi Xena con tono di sfida.
�Perfetto, stavo cominciando a perdere la pazienza!� rispose la sciamana.
Xena e Antinea sparirono da quel luogo e raggiunsero il Regno delle Ombre Amazzone, chiamato anche Regno dei morti.
�Lo sai Xena che io sono padrona di questo luogo! Tu qui sei in mio potere e non potrai sfuggirmi!�
disse Antinea sorridendo.
�Lo vedremo!�fece Xena con una smorfia di disappunto.
Le due cominciarono un combattimento senza esclusione di colpi. Antinea usava il potere della sua mente per colpire Xena, facendole rivivere momenti della sua vita passata.
Guardandola solo negli occhi Xena cominci� a rivivere il momento in cui veniva colpita dalle frecce, mentre combatteva nella foresta di Higuchi contro i soldati giapponesi. Sentiva il dolore delle frecce che la colpivano, e le lame delle spade che la ferivano, e cadde per terra.
Cerc� di alzarsi, ma Antinea le inflisse il colpo di grazia, facendole rivivere il momento in cui il generale samurai le tagli� la testa. Xena cadde per terra immobile e inerme davanti alla strega amazzone. Antinea riusciva a leggere il terrore nei suoi occhi.
Le si avvicin� e le mise le mani attorno alla gola �Cosa si prova Xena a rivivere la propria morte, eh? Non deve essere un�esperienza piacevole perdere la testa. Lasciati andare e unisciti al mio spirito, insieme torneremo invincibili come un tempo.�
Xena la guard� negli occhi, stavolta senza paura. Nella mente le risuonavano le parole di Lao Ma
�Conquistare gli altri � avere il potere, conquistare se stessi � conoscere la via.� E ancora le parole di Belur : �L�amore � la via�
�Ma certo, l�amore! Olimpia, Evi siete voi la mia forza, la mia speranza, siete voi che amo pi� di ogni altra cosa al mondo� mentre pensava intensamente a loro una forza scatur� fuori da lei, scagliando Antinea verso una roccia.
Antinea si alz�. �questo potere!E� eccezionale, lo hai appreso in Oriente vero?�
�Si, � il potere dell�amore che ho appreso da Lao Ma in Cina, un potere che proviene dalla comprensione di se stessi, un potere che non viene dall�odio e che quindi tu non capiresti mai.�
�Xena, tu sei mia, unisciti di nuovo a me. Insieme eravamo invincibili un tempo, e volevamo conquistare il mondo, ma poi � arrivata quella maledetta poetessa e ha rovinato tutto.�
�Lei � il bene Antinea, tu sei il male. Ti cibi dell�odio e della paura altrui, e hai convinto Olimpia a dimenticarmi. Ma ricordati che fino a che l�amore che ci unisce vivr� tu non potrai fare nulla.
Fatti da parte, Antinea. E lascia in pace me e la mia famiglia.�
�Xena, se � cos� che la pensi non ti rimane che scegliere: o me o io uccider� la tua amica.�
�Non mi rimane che distruggerti, allora.�disse Xena .
Antinea cerc� di usare ancora i poteri della mente su di lei, ma Xena concentrando tutta la forza che c�era in lei respinse quell�attacco.
La sciamana le vol� incontro e cominci� a colpirla, ma Xena concentr� ancora una volta la forza dell�amore che c�era in lei, con la mente cre� una sfera di fuoco che lanci� verso Antinea disintegrandola.
L�incubo era finalmente finito e Xena ora pi� che mai aveva deciso di tornare per Olimpia e per Evi, sapeva che avevano ancora bisogno di lei.

CAPITOLO 7

Intanto Evi aveva portato Olimpia in un posto sicuro nel deserto, ma la ragazza non si era ancora ripresa.
Evi era li vicino a lei che le teneva la mano. Ad un tratto Olimpia apr� gli occhi.
�Olimpia, Olimpia sono io Evi!� disse la messaggera di Belur
Olimpia era sveglia , ma non le rispose, il suo sguardo era perso nel vuoto.
�Olimpia , ti prego rispondimi, devi reagire� Evi continuava a tenerle le mani.
�Mio Dio, hai le mani gelate Olimpia, avanti fatti forza.�
�Evi�� sussurr� la ragazza.
�Dove sono?� chiese confusa.
�Sei nel deserto, tieni, bevi un po� d�acqua.� Evi le diede la borraccia con l�acqua e l�aiut� a bere.
Nel frattempo Aaron stava correndo verso di loro.
�Olimpia! Evi!� grid�.
�Olimpia arrivo subito, tu cerca di riposare, ok?� Evi si alz� e and� incontro ad Aaron.
�Aaron, riprendi respiro, cosa succede?�le chiese Evi.
�Xena e io siamo andati al palazzo del sacerdote, ma lei � rimasta li, poich� doveva sconfiggere un potente nemico�! spieg�
�Sai chi �?� chiese Evi sempre pi� preoccupata.
�Ho sentito che si chiama Antinea, una maga amazzone. Dovevano andare nel regno delle Ombre, e Xena mi ha detto di scappare e di venire qui da voi.�
�No! Non � possibile. Ancora lei? Ancora quella strega? Se � cos� mia madre rischia di rimanere intrappolata nel regno degli spiriti per l�eternit� Evi era sul punto di perdere la speranza.
�Evi, dov�� Olimpia? Sta bene? Xena mi ha pregato di starle vicino e proteggerla.� Fece il ragazzo.
�Si, vieni. Ti porto da lei, si � svegliata, ma sta malissimo. Ha lo sguardo perso nel vuoto e reagisce a malapena.� Spieg� Evi sempre pi� preoccupata.
Evi e Aaron andarono da Olimpia e Aaron le si avvicin� con dolcezza.
�Olimpia, sono io Aaron. Mi riconosci ? Sono un tuo amico.� Dicendo cos� le accarezz� il viso.
Olimpia continuava a rimanere assente.
�Evi, cosa possiamo fare per lei? Vederla cos� mi fa star male.� Disse Amon.
�Io e lei andremo in Grecia, forse li si riprender�. Tu cosa fai?� fece Evi.
�Io verr� con voi. Ho promesso a Xena che l�avrei protetta e lo far�.�
Nel sentire il nome di Xena, Olimpia ebbe una reazione.
�Xena? Dov�� Xena? Perch� non � qui ?�
Aaron prese con delicatezza la mano di Olimpia e l�accompagn� sul suo cuore.
�Xena � qui, dentro di te, e vivr� in te per sempre.�
A quelle parole Olimpia chiuse gli occhi e le lacrime cominciarono a scendere gi� sulle sue pallide guance.
Aaron l�abbracci� stretta a lui, e la ragazza si abbandon� a quell�abbraccio.
Scese la notte e Evi prepar� i giacigli per dormire, poi si distese nel suo.
Aaron non si allontan� da Olimpia, e mentre lei dormiva le teneva la mano.
�Aaron, non dormi?� chiese Evi
�No, voglio starle vicino. Starei a guardarla anche tutta la notte.� Rispose Aaron.
�Come vuoi Aaron� fece Evi. E si addorment�. L�indomani, prepararono tutto l�occorrente e partirono verso il porto. Furono due giorni di viaggio. Arrivati alla galea che li avrebbe portati in Grecia, Olimpia si gir� verso l�Egitto. �Questa terra ha visto il mio spirito morire con Xena. Senza di te non sono nulla amica mia.� Evi e Aaron la guardarono preoccupati. �Olimpia perch� dici cos�? Disse Aaron.
�Perch�? Perch� io senza Xena non esisto pi� e come se fossi morta anch�io. Anzi avrei preferito morire con lei ad Higuchi, come sono gi� morta insieme a lei su quella croce. La mia vita non ha pi� senso ormai se devo dimenticarla. Il suo ricordo era la mia unica ragione di vita.�
�Non � vero Olimpia. La tua vita ha ancora un senso. Ci sono persone che ti amano, Evi , io.
Si Olimpia, io ti amo. Ti amo come mai ho amato nessuna in vita mia. La tua vita ha senso per me.�
Olimpia la guard� sorpresa da quelle parole.
�Come fai ad amarmi? Non c�� pi� vita in me. Mi sento come privata della mia stessa anima!� disse.
�Olimpia, c�� ancora la vita in te, sei tu che devi reagire, sei tu che devi sentirla e viverla ogni giorno. Devi andare avanti. E puoi farlo perch� io ti star� vicino, ti amer� e ti protegger� per sempre.� Disse con decisione.
Evi si rese conto che le parole di Aaron erano sincere. Non lo aveva mai visto cos�. Questo la rendeva felice perch� sapeva che Aaron era un ragazzo onesto e puro di cuore.
�Olimpia. Aaron ha ragione. Anch�io sar� al tuo fianco e non sarai mai sola. Te lo prometto� disse Evi.
Olimpia finalmente disse �Aaron, Evi. Vi ringrazio di cuore. Adesso so che con voi non sar� pi� sola.�
I tre viaggiatori salirono sulla nave, che salp� proprio in quel momento.
Intanto anche lo spirito di Xena era salito sulla nave, ma naturalmente nessuno dimoro la poteva vedere.
Olimpia e Evi andarono a riposarsi in cabina, sotto coperta, mentre Aaron rimase sul ponte a guardare il mare.
Ad un tratto si sent� sfiorare la spalla e si gir� di scatto.
�Ah! Xena sei tu! Mi hai fatto prendere un colpo!� disse quando vide lo spirito di Xena proprio davanti a lui.
�SShhh! Non urlare. Sei tu l�unico che mi pu� sentire al momento. Ti prenderanno per matto.� Disse Xena.
Aaron abbass� la voce. �Ok! Allora? Vedo che sei uscita fuori dalla tua battaglia indenne!�
�Modestamente!� fece lei.
�Come sta Olimpia?� chiese poi.
�Sta malissimo Xena, crede che debba dimenticarti, per il tuo bene. E questo la fa soffrire.� Spieg� Aaron.
�No! Non deve affatto dimenticarmi. Anche perch� ho trovato un modo per tornare in vita, e stavolta torner� proprio per Olimpia e per mia figlia.�
�Come farai a tornare Xena?Il tuo corpo � in cenere.�
�Adesso ti spiego. Dopo che ho sconfitto Antinea sono andata da quel sacerdote da strapazzo, che era sotto il suo controllo e l�ho fatto morire di paura fino a che non mi ha rivelato che c�� un modo per farmi tornare in vita : Olimpia dovr� portare le mie ceneri al tempio delle Parche. Loro sono le fautrici del destino! Sono loro che decidono la vita e la morte di un essere umano.� Xena era entusiasta e anche Aaron. �Ma � meraviglioso!�esclam� il ragazzo.
�Lo so� Aaron. C�� ancora un piccolo favore che volevo chiederti.� Disse poi Xena.
�Cosa? Dai spara. Sar� felice di aiutarti.� Disse Aaron.
�Io vorrei andare da Olimpia questa notte, abbracciarla, baciarla e dirle quanto l�amo. Ma non posso farlo sotto questa forma, non pi�. Il mio spirito si sta indebolendo ormai.�
�Tu vorresti che io ti lasciassi entrare ancora nel mio corpo..� intu� Aaron.
�Si, solo per questa notte, desidero stare con lei, poi non ti chieder� pi� nulla�
Aaron si fece un po� triste.
�Tu la ami, vero Aaron?�Chiese Xena.
�Si, dal primo momento che l�ho vista.� Rispose il ragazzo.
�Se non vuoi farlo ti capisco Aaron. Anzi ti chiedo di non farlo. Non sarebbe giusto.�
�No Xena, � pi� che giusto invece. Proprio perch� l�amo lo far�. Tu sei l�unica che pu� renderla felice, voi due siete fatte l�una per l�altra e io voglio vederla di nuovo sorridere Xena. Perci� fa pure. Entra in me.�
�Grazie Aaron.�Disse Xena. Il ragazzo chiuse gli occhi lasciando che Xena prendesse il controllo totale del suo corpo.
Poi scese gi� in cabina e vedendo Evi dormire le si avvicin� dolcemente.
�Evi, figlia mia. Sei una donna ormai, ma per me resti sempre la mia bambina. Ti voglio bene.�
Detto questo la baci� sulla fronte senza svegliarla.
Poi si avvicin� al giaciglio di Olimpia, e le accarezz� il viso.
Olimpia apr� gli occhi �Aaron, cosa ci fai qui in camera?� disse sorpresa.
�Non sono Aaron, sono Xena. Sono nel suo corpo� disse lei.
�Ma come? Com�� possibile, Xena? Sei davvero tu?� Olimpia era ancora scettica.
�Si. Sono io. Ti ricordi di quella volta che mi dicesti nella grotta che volevi essere sepolta insieme a me e non con le amazzoni, e che io ormai sono una parte di te?� disse Xena.
�Xena, sei tu! Sei proprio tu!� Olimpia aveva le lacrime agli occhi e rendendosi conto che Xena era davvero nel corpo di Aaron l�abbracci� intensamente.
�Olimpia! Basta piangere sono qui per te questa notte. !� disse Xena.
�Ma tu, tu non puoi andare in pace per colpa mia.� Disse Olimpia.
�Sshhh. Olimpia. Non parlare. Sono con te adesso, � questo quello che conta. Ti amo� Dicendo questo la baci� sulle labbra. Olimpia si abbandon� completamente a quel bacio e a quell�abbraccio cos� intenso. Xena riusciva a sentire i battiti del suo cuore, il suo respiro e tutto il suo corpo.
Le due si abbandonarono l�una nell�altra e in quella notte le loro anime e i loro corpi erano finalmente uniti.
Il mattino seguente Olimpia si svegli� trovandosi ancora abbracciata ad Aaron.
�Xena, sei ancora qui?� Chiese.
�No, Xena non � pi� nel mio corpo. E� andata da qualche parte su questa nave.� Disse Aaron.
Olimpia si alz� di scatto staccandosi da lui.
�Perch� � andata via. Avevo ancora tante cose da dirle.� Disse Olimpia facendosi di nuovo triste.
�Non preoccuparti. Avrai tempo per farlo.� Disse Aaron.
�Come?� chiese Olimpia sorpresa.
�Vedi, il sacerdote che tu e Evi siete andate a trovare vi ha mentito. Xena ha scoperto come poter tornare di nuovo in vita.�
�Ma non � pi� possibile ormai.� Fece Olimpia.
�Si. Devi portare le ceneri di Xena dalle Parche, loro ti diranno cosa fare!� spieg� Aaron.
�E tu come fai a saperlo?� Chiese Olimpia.
�Vedi, Xena e io siamo diventati amici, lei mi ha detto tutto di voi due. Insieme a lei io sono andato al palazzo a scoprire la verit� su ci� che il sacerdote ti aveva detto. Li abbiamo trovato Antinea, che lo teneva sotto il suo controllo.�
A sentire quel nome Olimpia ebbe un brivido dietro la schiena. �Antinea? Di nuovo?�
�Si. Ma non ti preoccupare, Xena l�ha sconfitta. Poi si � fatta dire dal sacerdote come tornare in vita e dopo un po� si � deciso a sputare il rospo.� Fin� Aaron.
�E� incredibile. Ma se � vero quello che hai detto � una cosa fantastica. Grazie Aaron. Grazie per il tuo aiuto.� Detto questo Olimpia senza accorgersene abbracci� Aaron. Lui a vederla finalmente sorridere ricambi� quell�abbraccio.
In quell�attimo entr� Evi.
�Oh , scusate se vi disturbo.� Fece lei
Olimpia si stacc� da lui. �No, non disturbi affatto Evi. Vieni.�
�ti ho portato la colazione Olimpia, sono giorni che non mangi, hai bisogno di riprendere le forze.�
Disse la ragazza.
�Stavo proprio pensando che mi � venuta fame.� Disse Olimpia sorridente.
Evi la guard� sorpresa. �Che succede?�
�La vita � meravigliosa Evi. Sai che possiamo finalmente riportare in vita tua madre?� disse Olimpia.
�E come?�
�Dobbiamo portare le sue ceneri dalle Parche. Xena lo ha detto ad Aaron e lui a me.�rispose
Evi era contenta �Ma � stupendo!� e abbracci� Olimpia.
�Allora, mangiamo adesso? Ha una gran fame!� tutti e tre si misero a ridere.
Xena senza farsi vedere osservava la scena. Era felice di vedere Olimpia finalmente sorridere.
�Presto saremo insieme, io, tu e Evi e non ci lasceremo mai pi�, te lo prometto Olimpia!�

La nave viaggi� per tre giorni e tre notti con il mare calmo, ma ad un certo punto qualcosa cambi�.

La vedetta vide un�onda altissima avanzare verso la galea, e le nubi erano nere.

�Al riparo, si avvicina una tempesta, e un�onda gigantesca sta per colpire la nave!�

Non appena lo sentirono i marinai scapparono sotto coperta.

Olimpia, Evi e Aaron erano sul ponte e cercarono di mettersi al riparo.

L�onda avanz� prorompente e colp� la nave.

L�albero maestro cadde gi� spezzato in due sul ponte. Olimpia vide l�urna delle ceneri di Xena travolta dall�acqua. Si lanci� immediatamente per prenderla, ma in quell�attimo un altro albero con la vela si spezz�, e stava per cadere su di lei. Aaron grid� correndole incontro.

�Olimpia, attenta!�

Si gett� contro spingendola via e afferrando l�urna.

L�albero gli cadde addosso tramortendolo.

Olimpia era salva, ma quando si accorse che Aaron era rimasto bloccato li sotto corse ad aiutarlo. La nave venne sbattuta dalle onde, e Olimpia perse l�equilibrio.

�Aaron, no!� grid�.

Evi corse verso di lei in quel momento.

Dopo questi attimi di terrore il mare finalmente si calm�.

Olimpia e Evi andarono da Aaron, che aveva perso i sensi, ma nelle mani stringeva l�urna con le ceneri della Principessa Guerriera.

�Aaron, Aaron ti prego rispondi!� disse Olimpia abbassandosi accanto a lui e sollevandogli la testa.

�O..Olimpia..� disse Aaron debolmente, dopo aver aperto gli occhi.

�Olimpia, � buio.. non ti vedo.. dove sei..� continu� il ragazzo mentre un rivolo di sangue usciva dalla sua bocca.

I suoi organi interni erano danneggiati a causa del colpo ricevuto, e la sua schiena era rotta, e non riusciva pi� a muoversi.

�Non parlare Aaoron. Devo farti uscire da qui. Evi aiutami! Chiama qualche marinaio!� url�.

�Si! Vado subito!� disse Evi.

�No! Olimpia.. per me non c�� pi� niente da fare. Sto morendo..� fece Aaron sempre pi� debole e con un filo di voce.

�No! Non dire cos�. Devi reagire! Aaron, ti prego non devi morire.�! Supplic� Olimpia in lacrime.

�Sono felice di morire, sapendo che Xena potr� tornare in vita e che possiate..vivere ancora insieme..�

Disse il ragazzo respirando con fatica.

� Aaron!� grid� Olimpia.

�Ti prego Olimpia� getta il mio corpo in mare.. voglio che raggiunga l�Egitto.. la terra.. dove.. sono nato� Ti amo��

Dette queste parole Aaron spir� tra le braccia della poetessa.

�Nooo!� grid�. E il suo grido echeggi� su tutta la nave.

Tutti accorsero e quando videro quella scena straziante, abbassarono la testa in segno di rispetto. Il ragazzo aveva compiuto un atto d�amore nel salvare Olimpia e le ceneri di Xena.

Evi era li e venne pi� vicino a loro, mettendo una mano sulla spalla dell�aedo.

�Olimpia, la sua anima adesso � in Paradiso. Da li veglier� su di te. Il suo � stato un gesto d�amore nei tuoi confronti. Voleva vederti felice con mia madre. Sacrificando la sua vita, ha voluto darti un segno. Lui ha salvato te e Xena. Ricordalo sempre!�

Con queste parole Evi accarezz� i capelli di Olimpia.

Lei si alz� in piedi, in silenzio, e alcuni marinai l�aiutarono a togliere il corpo di Aaron da sotto quella trave.

Olimpia prese l�urna dalle sue mani, poi gli baci� la fronte. I marinai lo posero su una barella, che fecero scorrere poi con dei cavi verso il mare.

�Va in pace Aaron, non ti scorder� mai, dolce amico mio..�

E rimase li a guardarlo per un ultima volta mentre il suo corpo si allontanava verso l�orizzonte.

�Spero che giungerai nella tua terra, come desideravi.� Disse poi, con il volto bagnato di lacrime e stringendo l�urna al petto.

Evi era accanto a lei con una mano appoggiata alla sua spalla. Mentre la nave andava, ad un certo punto entrambe sentirono una voce che intonava un bellissimo canto. Anche ai marinai parve di sentirla: era lo spirito di Xena, che cantava per Aaron.


Capitolo 8


Per fortuna la nave era ancora in condizioni di navigare. Alcuni marinai facevano lavori di riparazione e tutto procedeva bene.

Olimpia era nella sua cabina  e aveva lo sguardo pensieroso. Non riusciva a togliersi dalla testa il sacrificio che Aaron aveva compiuto per aiutarla.

“Non doveva finire così.”

Evi entrando le si avvicinò.

“Olimpia, come stai?”

“Come dovrei stare Evi. Sembra che tutto si sia accanito contro di me!” rispose Olimpia angosciata. 

“Non dire così! Non è vero!” disse Evi.

“Invece si. Tutte le persone che mi vogliono bene fanno una brutta fine. Sembri che sia io che porti loro sfortuna: Perdicca, Corilo, Aaron e Xena. Perché?” Fece Olimpia.

“Non è colpa tua Olimpia. E’ successo a loro, ma tu non sei assolutamente responsabile per ciò che gli è accaduto.” L’assicurò Evi.

“Se lo dici tu!” disse Olimpia rassegnata.

“Ah, Olimpia! Ho una cosa per te.” Disse Evi porgendole il cerchio rotante.

“Il chakram! Dov’era?” chiese Olimpia stupita. “Era nella stanza di Aaron. Credo che l’abbia usato quando mia madre è entrata in lui. Ma credo che dovresti tenerlo tu, perché lei lo ha lasciato a te.” Fece Evi.

Olimpia lo prese e lo guardò.

“Si, sono io che devo tenerlo. Quando Xena tornerà in vita glielo darò.”

Ad un certo punto un marinaio scese giù bussando.

Evi aprì la porta.

“Signorina Olimpia, signorina Evi, la nave sta per attraccare al porto di Anfipoli. Siamo giunti in Grecia.

“Ah, bene!” disse Olimpia. Lei e Evi raccolsero tutte le loro cose e poi uscirono dalla cabina.

La nave si fermò finalmente e Olimpia scese con Evi al porto.

“La mia amata Grecia!” disse il bardo sospirando.

Le due avanzarono tra la gente; poi si diressero verso la locanda di Melania.

Entrarono e li presero da bere.

“Ah, guarda chi si rivede, la biondina” fece Melania,(che era il ritratto di Xena a 50 anni).

“E dov’è la tua amica del cuore?” chiese.

“E’ morta!” disse Olimpia seriamente.

“ Come è morta!” esclamò una voce familiare.

“Era Virgilio, figlio di Melania e del defunto Corilo, ma anche grande amico di Olimpia e Xena.

“Virgilio!” si voltò chiamandolo Olimpia.

“Olimpia, Evi, ho sentito bene? Hai detto che Xena è morta? Ma come è successo e perché?” fece Virgilio.

Olimpia lo abbracciò, poi lo invitò a sedersi.

“Siediti, ti racconterò tutto, anche se è molto doloroso.”

Virgilio si sedette accanto a lei, Olimpia gli raccontò l’intera vicenda.

“Per tutti i Numi, è pazzesco Olimpia. Xena, l’invincibile Principessa Guerriera è.. è..”

“Basta Virgilio, non continuare!” Lo interruppe Evi.

“Olimpia ha già sofferto abbastanza durante questo viaggio, e raccontare tutta la storia dev’essere stata dura per lei”. Continuò.

“No, non preoccuparti! Anche perché presto, molto presto potrò riabbracciare Xena.”disse Olimpia sorridendo.

“Davvero? Come?” chiese Virgilio.

“Devo portare le sue ceneri al tempio delle Parche e loro mi diranno cosa fare.”

Rispose Olimpia.

“Ho sentito bene? Xena è morta?” disse un uomo entrando con prepotenza nel locale. Era un signore della guerra che Xena aveva sconfitto qualche tempo prima.

“Si, è morta!” disse un uomo che aveva sentito la conversazione prima.

“E quelle li sono le sue ceneri?” chiese il warlord.

“Si” rispose Olimpia.

“Benissimo, allora le prenderò io. C’era una taglia sulla testa di Xena, e quelle ceneri mi serviranno per incassarla!”

Olimpia divenne furiosa. Mise le ceneri nella sua bisaccia, e afferrò i sais dagli stivali.

“Dovrai passare prima sul mio cadavere!” disse con rabbia.

“Con piacere biondina!” rispose il warlord che uscì fuori la spada e dietro di lui lo seguirono i suoi uomini.

Virgilio sguainò anche la sua e Evi si unì alla lotta.

Non appena il warlord si avvicinò, Olimpia schivò il suo colpo abbassandosi e con una spazzata di gambe lo fece cadere a terra.

Poi gli puntò un sai alla gola.

“Allora! Cos’è che volevi?” fece lei.

Il warlord però riuscì a liberarsi e continuò a combattere contro Olimpia.

Virgilio infilzò con la sua spada un tipo.

Evi invece combatteva a mani nude. Si lanciò verso un uomo, lo fece roteare sulla schiena, poi si abbassò e con la gamba spinse il tipo contro un tavolo.

“Basta, basta! Mi rovinerete il locale così!” gridò Melania.

La lotta fu dura, e un bel po’ di uomini erano stesi a terra stremati.

Olimpia dominava sul warlord che era per terra, mentre lei era seduta sul suo stomaco con il sai pronto a penetrare nella sua gola.

“Non ti ucciderò, non vale la pena sporcarsi le mani con il tuo sangue. Sparisci! E non farti più vedere!” lo intimò.

Si alzò da lui e lo lasciò andare, ma non appena Olimpia si voltò il warlord lanciò un pugnale che la ferì al braccio destro.

La ragazza sentì un dolore lancinante e cadde per terra mentre Evi corse da lei.

Virgilio corse verso il warlord con la spada:

“Maledetto bastardo!” e con queste parole lo infilzò allo stomaco.

Il tizio cadde a terra morto.

Il pugnale aveva provocato ad Olimpia un taglio profondo e stava perdendo molto sangue.

Evi si strappò un pezzo del suo mantello, e cercò di tamponare al meglio la ferita, legandolo al suo braccio.

Poi si rivolse verso Melania:

“C’è una camera dove si può stendere? Olimpia ha una forte emorragia e rischia di morire!”

Melania aiutò Evi a prendere Olimpia e sollevarla.

La portarono in una stanza e la adagiarono su un lettino.

“Ha una brutta cera!” disse Melania.

“Prendi dell’acqua e delle bende. Anche dell’ago e del filo. Bisogna cucire la ferita prima che perda altro sangue.”disse Evi.

“Vado, vado!” fece Melania.

Virgilio arrivò preoccupato.

“Olimpia! Evi, come sta? E’ molto pallida!” fece il giovane.

“Il pugnale ha preso un’arteria e sta perdendo molto sangue. Quando Melania ritornerà con l’occorrente ricucirò la ferita” rispose Evi.

“E..Evi.” la chiamò Olimpia con voce debole.

“D..Dove sono le ceneri di Xena. D.. Dov’è la mia borsa” continuò.

“ Sta calma Olimpia. Manderò Virgilio a prenderla, tu devi riposare. Ok? Tranquilla..” le disse con dolcezza.

“Virgilio, per favore. Vai a controllare dov’è la borsa di Olimpia! E’ importante. Lì c’è l’urna con le ceneri di mia madre!” disse rivolgendosi al giovane.

“Ok! Vado! Ma ti prego, salvale la vita!” disse Virgilio.

Lui uscì dalla stanza e al suo posto tornò Melania con tutto ciò che serviva.

“Bene! Metti tutto qui! E se sei un tipo impressionabile ti consiglio di uscire” fece Evi.

“No, no, io resto qui”disse Melania quasi offesa.

Evi slegò il pezzo di stoffa dal braccio. Prese una benda e la bagnò nell’acqua bollente, poi la pose delicatamente sulla ferita per disinfettarla.

“Ah!” gridò Olimpia dal dolore.

Evi le accarezzò la fronte per tranquillizzarla. Poi prese ago e filo e cominciò ad infilarlo nella carne ricucendo la ferita.

Olimpia aveva le convulsioni e tremava, ma cercava di trattenere il dolore e non urlò.

Melania, appena vide quell’operazione divenne pallida e decise di uscire fuori.

Dopo aver ricucito la ferita, Evi prese altre bende avvolgendole al braccio.

“Adesso dovrebbe essere apposto Olimpia. Cerca di riposare, io tornerò a vedere come stai.”

Evi si alzò dalla sedia e uscì dalla stanza. Poi andò da Virgilio e gli chiese:

“Virgilio, hai trovato niente?”

“No Evi, la borsa di Olimpia è qui, ma le ceneri sono sparite”. Rispose Virgilio.

“No, non è possibile! Hai guardato bene?” Fece Evi.

“ Si. Ho controllato più volte, ma non ci sono più. Qualcuno deve averle rubate durante il combattimento.” Continuò Virgilio.

“Oh, no!” esclamò Evi.

“Quelle ceneri sono tutto ciò che rimane di mia madre, e l’unica speranza per noi di riportarla in vita!” disse.

“No! Non è possibile!” gridò Olimpia che stava sulla porta tenendosi il braccio ferito.

Evi corse da lei, con il timore che il bardo non si reggesse in piedi.

“Olimpia, perché ti sei alzata. Hai perso molto sangue! Devi riposarti!” la supplicò Evi.

“No! Non ho tempo per riposarmi Evi. Non avrò pace finchè non troverò le ceneri di Xena e solo dopo averla riportata in vita riposerò.” Disse Olimpia decisa.

“Olimpia, non chiedere troppo alle tue forze. L’emorragia ti ha indebolito e hai bisogno di riposare. Ti prego fallo! Non voglio perdere anche te come ho perso mia madre!” disse Evi, con le lacrime agli occhi.

Olimpia le sorrise, guardandola con dolcezza.

“Non preoccuparti Evi. Non ho nessuna intenzione di morire. Desidero con tutte le mie forze riportare in vita tua madre, e ho bisogno anche del tuo aiuto e del tuo sostegno per riuscirci. Mi aiuterai?”

“Si Olimpia. Puoi contare su di me. Non ti lascerò mai sola, te lo prometto”.

Rispose Evi con un sorriso.

“Anch’io voglio aiutarti Olimpia!” disse Virgilio.

“D’accordo! Allora andremo tutti e tre insieme. Ritroveremo le ceneri di Xena e la riporteremo in vita!” disse Olimpia entusiasta e fiduciosa.

Sapeva di poter contare su di loro, come loro potevano contare su di lei.

Il trio si preparò e uscì dalla locanda.

“Virgilio!”Lo chiamò Melania.

“Si, madre! Che c’è?”

“Abbi cura di te, e non farmi preoccupare!” Gli disse.

“Tranquilla, tornerò!” disse Virgilio con un sorriso e partì con le due donne.


Capitolo 9

 

Intanto un tipo misterioso, coperto da un mantello e incappucciato arrivò al tempio delle Parche. Nelle mani teneva l’urna con le ceneri della Principessa Guerriera. Il tipo si tolse cappuccio e mantello rivelando la sua identità: Marte, il dio della Guerra. Marte guardò le ceneri nel contenitore.

“Xena! Alla fine ti sei fatta uccidere, ma io non rinuncerò mai a te. Sarò io a riportarti in vita, io e te abbiamo ancora un conto in sospeso.” Detto questo il Dio sparse le ceneri di Xena su un tavolo, poi si rivolse alle Parche.

“Divine Parche, fautrici della tela del Destino, ricucite il filo della vita di Xena. Fatelo ora!” Le Parche fecero come il dio ordinò loro.

Presero il filo tagliato della vita della guerriera e lo ricongiunsero al resto della tela.

Come per magia le ceneri cominciarono a ricongiungersi, riformando il corpo di Xena.

La donna però non riprese conoscenza.

Marte allora si avvicinò a lei e baciandola disse:

“Questo è il bacio della vita Xena. Ritorna!”

Lo spirito di Xena si ricongiunse al corpo, e la guerriera si risvegliò.

Aprendo gli occhi lentamente vide Marte accanto a lei, tenergli la mano.

“Marte! Sei stato tu a fare tutto questo? Perché?” chiese Xena incredula.

“Si. Avresti preferito che fosse qualcun altro a farlo vero? Fece Marte.

Xena lo guardava ancora stupita e confusa.

“Dov’è Olimpia?” chiese poi.

“Non è qui Xena, ma non ha alcuna importanza!” fece il dio.

“Si che ce l’ha, devo andare da lei!” disse Xena cercando di alzarsi.

“Ascolta Xena!” fece Marte.

“Cosa?” fece lei.

“C’è un motivo per il quale ti ho fatta ritornare in vita.” Rispose.

“E’ inutile chiederti quale!” fece lei spazientita.

“So che quando fai qualcosa tu c’è sempre un secondo fine!” continuò Xena.

“Hai ragione! Come forse ricorderai io e te avevamo fatto un accordo tempo fa” disse Marte.

“Ah si? Forse non lo voglio ricordare!” disse Xena.

“Io invece si. Ti ricordo che ho salvato tua figlia Evi e la tua amica Olimpia rinunciando alla mia immortalità.” Continuò Marte.

“Credo di aver già pagato il mio debito allora, facendoti tornare una divinità con le mele di Odino, ricordi?” disse Xena.

“Ah si, e te ne sono grato, ma adesso ti ho riportata in vita e desidero qualcosa di più da te!” fece insistente il Dio della Guerra.

“Oh no!Non vorrai tornare sull’argomento spero!” disse Xena con una smorfia.

“Si Xena! Vuoi essere la madre di mio figlio?” chiese infine Marte.

“Tu sei pazzo!” ribadì Xena.

“Si, sono pazzo d’amore per te!” rispose il dio.

Xena lo guardò con disgusto.

“Marte, forse tu non hai ancora capito! Io non intendo passare la mia vita con te per un semplice motivo: non ti amo! Voglio tornare da Olimpia e Evi, sono loro la mia famiglia, sono loro che amo con tutto il cuore!”

Marte la guardò, poi abbassò lo sguardo, poi di nuovo alzò gli occhi verso di lei.

“Allora Xena ti propongo un patto!” Disse.

“Di che si tratta?” chiese lei.

“Se tu passerai questa notte con me, io ti lascerò andare da Olimpia. Altrimenti mi apparterrai per sempre. E ne ho tutto il diritto visto che ti ho riportata in vita.” Disse Marte e il suo sguardo era serio.

“Ti sei bevuto il cervello, forse?” Fece Xena sempre più adirata.

“No Xena. Sai quanto io ti amo, e sono disposto a qualunque cosa pur di riaverti” disse Marte.

“Anche cadere così in basso? Non potrai mai avermi così. Io non ti appartengo e non ti apparterrò mai. Quindi scordatelo!” Continuò la guerriera.

“Ti prometto Xena che ti lascerò libera dopo questa notte, e non ti darò più fastidio. Potrai tornare con Olimpia, te lo prometto.” La sua voce ora era più pacata.

“Mi dai la tua parola? Non mi stai ingannando vero?” chiese Xena perplessa.

“No, hai la mia parola!” disse infine il dio.

“Solo per questa notte e poi mi lascerai andare da Olimpia?” si assicurò la donna.

“Si Xena, credimi!” replicò.

“Vedo che non mi lasci altra scelta Marte. Va bene, accetto la tua proposta. Però pensaci bene,ma non lo faccio perché ti amo. Lo faccio per Olimpia.”Replicò Xena.

“Lo so, ma solo per questa notte non pensare a lei, godiamoci questi momenti”!

Xena lo guardò male, ma il dio della guerra la prese alla sprovvista rubandole un bacio. Senza neanche accorgersene Xena fu travolta da una sensazione intensa e i due si abbandonarono in un abbraccio pieno di passione.

Ad un certo punto Xena percepì qualcosa di strano.

Ebbe una visione dove Olimpia era in pericolo.

D’un tratto si alzò di scatto.

“Non posso! Non posso farlo. Olimpia ha bisogno di me. Devo andare da lei adesso. Ti scongiuro Marte, lasciami andare da lei”.

Marte la guardò sconcertato.

“Ma perché quella donna è sempre in mezzo a noi? Non capisco che ci trovi in lei!”

“Non capiresti mai Marte. Con il suo amore lei mi ha salvata. Tu mi ami a modo tuo certo, ma non è la stessa cosa, credimi. Mi dispiace!” disse Xena.

“Ho capito. Va bene va pure da lei. Fa come ti pare. A quanto vedo non ho speranze con te.” Disse Marte, ormai arreso.

Xena si alzò, rivestendosi della sua armatura e si allontanò verso l’uscita.

Ad un tratto si girò verso Marte, che poverino era rimasto a bocca asciutta.

“Marte! Ti ringrazio”.disse.

Il dio la guardò allontanarsi.

“Ti amo Xena…” le disse piano, ma lei se n’era già andata.

Intanto Olimpia, Evi e Virgilio si stavano scontrando contro altri signori della guerra. I tre stavano combattendo a tutta forza.

Un warlord si avvicinò ad Olimpia per colpirla, ma lei lo respinse con un calcio.

 

Un altro andò verso Virgilio e lui lo infilzò con la sua spada.

Un altro ancora andò verso Evi ma lei con un salto lo evitò, lo prese dalla schiena e lo fece volare via.

Ma di uomini ce n’erano troppi e loro erano in minoranza.

Ad un certo punto Olimpia mentre combatteva avvertì un senso di debolezza e la ferita al braccio le bruciava. Cercando di non pensare al dolore continuò a combattere, ma il guerriero riuscì ad avere la meglio su di lei, approfittando di un improvviso cedimento della poetessa guerriera.

Con un braccio attorno al collo il guerriero la strinse per la gola e le piantò la lama della sua spada contro.

Proprio quando pensava che la sua vita stava per finire sentì un urlo familiare:

“Alalallallalalla shiiiiiaaa!”

Xena arrivò alle spalle del guerriero colpendolo alla testa. Quello stordito cadde per terra. Olimpia cadde in ginocchio poiché le gambe non la reggevano più.

Xena le si avvicinò, mettendo una mano sulla sua spalla.

“Olimpia..” la chiamò dolcemente.

“Dimmi che non è un sogno, ti prego! Disse Olimpia senza voltarsi, pensando si trattasse ancora del suo spirito.

“No, sono vera. Girati, Olimpia!” disse Xena.

Olimpia si girò alzandosi, e la vide, era proprio davanti a lei.

“Xena, sei davvero tu? Sei viva?” disse l’aedo ancora incredula.

“Si, sono viva Olimpia! Vieni, abbracciami!”

Olimpia la guardò intensamente e non riuscì a trattenere le lacrime.

“Xena! Quanto ho sognato questo momento. L’ho sognato ogni giorno e ogni notte!” continuò a piangere.

“Olimpia, sono qui adesso” Xena le mise le mani sulle spalle, poi l’attirò a se e l’abbracciò con tenerezza, stretta a se. Anche lei, commossa, non riuscì a trattenere le lacrime.

La tenne così abbracciata a lei, poi le alzò il viso, la guardò negli occhi e avvicinò la sua bocca a quella del bardo, baciandola come non aveva mai fatto prima, con passione e tenerezza. Olimpia si abbandonò a quel bacio, un bacio intenso e lungo, come se lo avesse desiderato da tanto tempo.

Xena si staccò delicatamente da lei, la guardò e le accarezzò la chioma dorata, poi la baciò di nuovo sulla fronte.

“Mi sei mancata Xena” disse Olimpia quasi in un sussurro, riprendendo fiato dopo il bacio.

“Anche tu” le rispose con dolcezza la guerriera. 

Ad un certo punto Evi si accorse della presenza di sua madre.

“Madre!”urlò correndole incontro.

Xena girò lo sguardo e la vide.

“Evi, figlia mia!” le disse.

Olimpia la lasciò andare. Evi corse ad abbracciarla. Xena l’accolse tra le sue braccia, la strinse a se accarezzandole i capelli:

“Non vedevo l’ora di rivederti!” le disse.

“Anch’io madre, volevo tanto riabbracciarti.”

Olimpia le guardò con commozione.

Anche Virgilio che aveva appena finito di combattere, finalmente rivide Xena.

“Hei, sei viva? Sono felice di rivederti Xena” le disse.

“Ciao Virgilio!” disse Xena sorridendo.

Virgilio, vedendo che Xena voleva rimanere un po’ sola con Olimpia e sua figlia, si allontanò.

Le tre donne cercarono un luogo appartato e lo trovarono. Si sedettero sotto l’ombra di una quercia e li cominciarono a conversare.

C’erano tante cose che volevano dirsi.

“Xena, come hai fatto a tornare in vita?” chiese Olimpia.

“E’ stato Marte! Lui ha preso le mie ceneri, le ha portate dalle Parche e mi ha restituito la vita!” rispose Xena.

“E’ incredibile! Quindi è stato lui a prenderle. Mi ha fatto prendere un bello spavento. Poteva anche chiederlo però!” disse Olimpia.

“Lo sai com’è fatto Marte, No? E poi se lo ha fatto era perché voleva ottenere uno scopo!” disse Xena.

“Ah già! Solite cose vero Xena? Ma tu non hai fatto niente con lui, spero!”fece preoccupata l’aedo.

“No, ma stavo per farlo, perché non voleva lasciarmi andare!” rispose Xena.

“E poi?” chiese Olimpia.

“Ho pensato a te, e non ho continuato”!fece la guerriera.

Olimpia e Xena incrociarono i loro sguardi.

“Sono andata via da lui, perché volevo tornare da te e Evi. Voi due siete la mia famiglia. Siete la mia vita e la cosa più bella che mi sia capitata, i doni più preziosi che io abbia mai ricevuto” disse stringendole a se.

“Madre!” la chiamò Evi.

“Cosa c’è?” chiese Xena.

“Sai, c’è stato un momento in cui mi sono fatta prendere dai dubbi, e stavo per perdere la speranza e la fede. Ho pensato che non ti avrei più rivisto e stavo male!” spiegò la ragazza.

Xena le accarezzò i capelli e le disse:

“Evi, figlia mia! Non devi perdere mai la speranza, ne la fede. Promettimi che qualunque cosa accada, continuerai ad aver fede in ciò che tu credi”.

La sua voce era calda e dolce.

Evi appoggiò la testa sulla sua spalla e Xena le baciò la fronte.

Poi parlò Olimpia.

“Xena, anch’io temevo di averti perduta per sempre. Soffrivo perché non ti vedevo accanto a me e mi sentivo sola. Quando Aaron mi disse che si poteva fare ancora qualcosa solo allora ho ricominciato a sperare.”

“Lo so, Olimpia. Tu non mi vedevi, ma io si. Ho visto quanto hai sofferto, ma ho visto anche la tua forza e il tuo coraggio. Ti osservavo e vegliavo su di te, come spirito, ma anche attraverso Aaron. Sono orgogliosa di te Olimpia” le disse Xena.

“A proposito Xena! Quella notte tu eri davvero nel corpo di Aaron?” chiese Olimpia.

“Si, ero io. Non ci sono parole per descrivere ciò che ho provato quella notte, ed è esattamente quello che sto provando ora mentre ti ho qui, tra le mie braccia. Ti amo Olimpia..”

“Anch’io ti amo Xena, e sarà così per sempre!” le rispose l’aedo.

“Si, per sempre…” con queste parole Xena e Olimpia si baciarono teneramente, ma con egual passione.

Xena, poi, abbracciò sia lei che sua figlia Evi, sussurrando “Siamo di nuovo insieme.. la mia famiglia..”

 


 

 









22/09- Racconto di Farfan


Inserita la nuova Fanfiction di Farfan. Racconto di Primavera   (cliccate per scaricare il formato Word)

 

NOTA: tutti i personaggi nominati nel seguente racconto sono propriet� della Universal  e della Renaissance Picture. Ogni riferimento a fatti o persone diversi dal contesto sopra citato � da ritenersi puramente casuale.

Pur non contenendo scene irrispettose o volgari, se ne consiglia la lettura ad un pubblico maggiorenne.

 

 

 

RACCONTO DI PRIMAVERA

 

 

 

Il fuoco ardeva caldo nella piccola radura in mezzo al bosco. Xena stava lucidando la sua spada, mentre Gab era intenta a preparare la cena.
Era una serata limpida e la luna faceva capolino tra gli alberi: la primavera era alle porte, e anche l'aria della sera si era fatta pi� tiepida.
Gab and� a sedersi accanto a Xena, e con un sospiro le appoggi� la chioma bionda sulla spalla.
"Preoccupata?" chiese Xena, senza distogliere lo sguardo dalla sua spada luccicante.
"Beh, sar� il mio primo impegno ufficiale come Regina delle Amazzoni: chiunque sarebbe preoccupata!"
"Andr� benissimo, vedrai. Non c'� nessuna pi� adatta di te per presenziare la cerimonia."
"Sarai al mio fianco, vero?"
"Come sempre..."
E gli occhi azzurri della guerriera si posarono dolcemente sulla figura della sua piccola Gab. Quanto avrebbe voluto in quel momento stringerla a s� e dirle tutto quello che c'era nel suo cuore. Ma una guerriera � abile con le armi e non con le parole.
Il suo cuore era rimasto impassibile all'amore per troppo tempo, e ora i sentimenti che provava per Gabrielle erano talmente forti da spaventarla. Un insieme di dolcezza, paura e desiderio. Lei, la grande Principessa Guerriera che in passato aveva soggiogato interi popoli, si trovava ora ai piedi di questo angelo biondo, che era capace di prenderla e di farla volare come mai nessuno aveva saputo fare prima d'ora. Mai avrebbe creduto che al mondo potesse esistere una persona in grado di farle provare tutto questo...
"Tutto ok, Xena?" I suoi pensieri furono interrotti. "Hai una faccia..."
"No, tutto bene. Ho solo una gran fame. Sar� pronta la cena?" disse alzandosi e andando verso la pentola fumante, da cui arrivava un profumino niente male.
"Gi�, la cena..." sussurr� tra s� e s� Gab, seguendo Xena con lo sguardo. "Per un attimo avevo creduto..."
Ma subito si interruppe: era meglio non illudersi troppo. Si stava parlando di Xena: cosa mai avrebbe potuto provare per lei se non una tenera amicizia e un forte senso di protezione?
"D'accordo, mangiamo!" disse fingendo allegria, mentre Xena stava gi� assaporando un succulento pezzo di coniglio.

 "Coraggio, � ora di dormire." disse Xena sistemando al meglio il suo giaciglio. Gab sistem� il suo l� accanto, ma non sembrava avere molta voglia di addormentarsi. Mancava solo il passaggio di una luna all'arrivo al villaggio delle Amazzoni, e tutte si aspettavano grandi cose da lei.
Tutta questa responsabilit� la spaventava.
Un tocco caldo e leggero la riport� alla realt�. Xena le aveva preso le mani tra le sue e la stava guardando intensamente negli occhi.
"Non hai nulla da temere, credimi. Sar� una bella festa. Dovrai solo rilassarti e pensare a divertirti: il resto verr� da s�."
"Grazie..." come sempre Xena sapeva rassicurarla.
"Adesso per� dormi. Dovrai essere in forma per quel giorno, altrimenti chi la sente Anfitea?"
"Hai ragione. Darebbe la colpa a te e alle tue avventure in giro per il mondo!"
Entrambe scoppiarono in una sonora risata, e poi finalmente si coricarono nei rispettivi giacigli.
"Notte Xena..."
"Notte piccola..."
"Dovr� indossare un costume da cerimonia, non credi?"
"Sicuramente sarai bellissima..." disse Xena, quasi sottovoce.
Ma Gab stava gi� cedendo al richiamo di Morfeo...



 

 

"Svegliati, dormigliona! E' una splendida giornata e il sole � gi� alto."
"E' gi� mattina? Ma io ho ancora sonno..." mugugn� Gab tirandosi la coperta fin sopra il naso.
"Ho una sorpresa per te: guarda cosa ho trovato." Gli occhi della fanciulla si aprirono a fatica, e ci mise un p� per mettere afuoco ci� che aveva di fronte: un cesto pieno di mele mature faceva bella mostra di s� tra le braccia di Xena, che la guardava sorridente.
"Hey, e queste dove le hai prese? Hanno l'aria di essere buonissime!"
"Le ho raccolte in un campo qui vicino. Potremmo portarne un p� anche in viaggio" e gliene porse una.
Gab si mise a sedere, prese la mela e le diede un bel morso. " Per tutti gli dei, senti che gusto!" disse alzando gli occhi al cielo, e in un attimo divor� l'intero frutto.
Xena non riusc� a trattenersi, e cominci� a ridere di fronte al viso perplesso di Gab.
"Che c'� di cos� ridicolo?"
"Beh, questo non si addice molto a una regina...Hai pezzetti di mela su tutto il viso!" e cos� dicendo gliene tolse uno dall'angolo della bocca.
Quel tocco delicato provoc� un brivido sul corpo di Gab, che la percorse da capo a piedi, e i loro sguardi si incontrarono. Per un attimo sembr� che tutto il mondo intorno a loro fosse scomparso... Per un attimo sembr� che i loro cuori volessero parlarsi... Per un attimo solo... Poi l'imbarazzo prese di nuovo il sopravvento.
"Sar� meglio prepararsi per il viaggio" disse Xena, senza troppa convinzione. "Se andr� tutto bene saremo al villaggio tra un paio di giorni."
"Hai ragione. Approfittiamo della bella giornata."
Ognuna di loro conosceva bene i propri sentimenti nei confronti dell'altra, ma nessuna osava fare il primo passo. Entrambe erano convinte che la loro forte amicizia non potesse lasciare spazio ad altro. E che l'amore, forse, avrebbe addirittura rovinato il loro rapporto.

 

Nell'aria si sentiva profumo di primavera: i campi erano pieni di boccioli colorati e le prime gemme cominciavano ad abbellire i rami degli alberi.
Gab camminava davanti a Xena, in silenzio. Dietro di lei la guerriera, che teneva le briglie di Argo. Questa mattina non aveva voglia di cavalcare, preferiva sgranchirsi un p� le gambe. In fondo, lo spettacolo che le si presentava di fronte non aveva paragoni.
Con un sorriso compiaciuto stava osservando la figura di Gabrielle: come era cambiato il suo corpo da quando avevano iniziato a viaggiare insieme. Le braccia si erano irrobustite, le spalle e la schiena si erano fatte pi� muscolose, gli addominali sviluppati al punto giusto... Per non parlare del resto! E pos� lo sguardo un p� pi� in basso...Quel corpo la faceva impazzire!
Bastava la sua vicinanza, lo sfiorarsi accidentale delle mani, le sue gambe che si muovevano nel sonno e lei sentiva nascere un desiderio mai avvertito prima. Come sarebbe stato bello se anche la sua Gab avesse provato le stesse sensazioni...
"Hey, fantastico! Ci sono dei mercanti laggi�!"
La voce allegra di Gabrielle la risvegli� dal suo sogno. Erano arrivate ad un piccolissimo villaggio, probabilmente l'ultimo prima di entrare nel territorio delle Amazzoni, ma c'era molta gente che si affollava per vedere stoffe e monili provenienti da ogni regione conosciuta.
Xena conosceva bene la passione della sua amica per questo genere di cose, e f� cos� che propose: "Ti va se ci fermiamo un p�? Potremmo prendere una stanza alla locanda e ripartire domani mattina. Tanto ormai manca poco."
Il viso di Gab si illumin� di gioia: "Davvero? Grazie Xena!" e le diede un sonoro bacio sulla guancia.
"Allora anche le grandi guerriere hanno un cuore..." disse maliziosamente.
"Vai, prima che cambi idea!" e con una mano le arruff� i capelli sul capo. "Io intanto andr� alla locanda."
"Che meraviglia vederla cos� felice." pens� Xena guardando Gab che si allontanava canticchiando.
Il pomeriggio trascorse velocemente: Xena dedic� un p� di tempo ad accudire Argo, mentre Gabrielle pass� da un mercante all'altro contrattando alcuni regalini che voleva comprare per le sue amiche Amazzoni.
E cos� arriv� la sera. Si ritrovarono sedute a un tavolo della locanda con un fumante piatto di stufato con verdure di fronte a loro.
"Tutti i mercanti alloggeranno qui stanotte. Sono riuscita a rimediare solo una piccola stanzetta vicino al granaio..." si scus� Xena.
"Beh, non vedo il problema. Solitamente dormiamo all'aperto! Almeno stavolta avremo un tetto sopra la testa e un letto comodo!" e di sfuggita lanci� un'occhiata alla sua Xena, che apparentemente fece finta di niente.

 

 "Caspita, � proprio piccola!" esclam� Gab una volta entrata nella stanza. "Beh, vorr� dire che ci stringeremo un p�..." e diede una piccola gomitata d'intesa a Xena.
La luce della luna rischiarava l'ambiente da una minuscola finestra. Sotto di essa c'era un tavolo con una sedia.
"Ti spiace se prima di dormire scrivo un p�? Vorrei finire il mio ultimo racconto sulle tue avventure."
"Fai pure." disse Xena, e cominci� a togliersi l'armatura. La pos� in un angolo insieme alla spada, al chakram e ai calzari, e si sedette sul letto.
"Sembra comodo. Credo che mi far� proprio una bella dormita! Non stare alzata troppo, domani voglio partire di prima mattina." e cos� dicendo si sdrai� mostrando le spalle a Gabrielle.
La fanciulla sorrise. Un sorriso quasi rassegnato, guardando la sua guerriera, che probabilmente la vedeva ancora come una ragazzina. Come avrebbe potuto convincerla che invece era gi� una donna? Forse con un bacio... Forse se avesse cercato di sedurla...
Appoggi� la pergamena sul tavolo: per quella sera la sua ispirazione non sarebbe tornata. Altri pensieri affollavano la sua testa.
Si alz�, in silenzio, e and� verso il letto. "Xena?..." disse sottovoce, ma non si ud� nessuna risposta. Evidentemente dormiva gi� profondamente.
Pian piano si sedette dall'altro lato del letto, e poi si sdrai�, vicinissima a Xena. Poteva sentire il suo respiro caldo sul suo viso. Delicatamente le tolse una ciocca di capelli dalla guancia, e la accarezz� piano. Com'era bella nella luce della luna... Aveva un'aria cos� serena, rilassata; le labbra socchiuse facevano intravedere i denti bianchissimi e perfetti.
Guardando quel viso Gab si sentiva sopraffare da ondate di tenerezza e di desiderio...
Il suo cuore cominci� a battere forte. Talmente forte che aveva paura che Xena lo sentisse, e sembr� quasi che le mancasse il fiato.
Come l'ago � attratto dalla calamita, lei si sent� attratta verso quel viso. C'era una specie di forza magnetica tra loro due. Ormai pochissimi centimetri separavano le sue labbra da quelle di Xena...
"Ti amo..." sussurr� con un filo di voce, e la sua bocca si pos� dolcemente su quella della guerriera.
Forse in quel momento avrebbe voluto che Xena si svegliasse, cos� avrebbe avuto l'occasione per dirle ci� che sentiva il suo cuore, ma evidentemente il destino aveva deciso diversamente.
Rimase un p� in silenzio a contemplare i lineamenti della "Sua principessa".
Tutto ci� che poteva fare era cercare di prendere sonno anche se, dopo quelle emozioni, non sarebbe stato affatto facile.

 

 



 

 "Anfitea!" esclam� Gabrielle correndo incontro e abbracciando la sua amica amazzone.
"Aspettavamo con ansia il vostro arrivo! Ti trovo in splendida forma Gab! Ciao Xena!" disse salutando la guerriera, mentre Gab era gi� andata a salutare il resto del "suo popolo".
"Si � fatta bella la nostra regina, vero? Sei fortunata: ha tutte le qualit� per essere un'ottima compagna." disse l'amazzone, guardando la fanciulla che si allontanava.
"Ti sbagli, noi non siamo..." disse imbarazzata Xena.
"Ancora no? Ma allora non � cambiato niente dall'ultima volta che ci siamo viste!" disse Anfitea, quasi incredula. "Non capisco cosa stiate aspettando!"
"Guarda che la nostra � solo amicizia..." e si sforz� di pronunciare queste parole con convinzione.
"Figuriamoci! Io e le mie amiche non ci guardiamo mai in quel modo!"
"Scusa, in quale modo?" domand� stupita la guerriera.
"Con occhi innamorati..." e se ne and� via, lasciando Xena a rimuginare su questa frase.

Al villaggio si stavano ultimando i preparativi per la cerimonia. Tutte si davano un gran daffare per la buona riuscita della festa: doveva essere tutto in ordine, dai costumi al cibo, dalle danze alle simulazioni di lotta, dalle maschere alle armi. E poi tutta l'attenzione era rivolta a Gabrielle... E Xena cominci� a sentirsi un p� messa da parte.
"Ecco, questa � la tua capanna." disse Anfitea, e fece entrare le due amiche in un locale ampio e comodo, degno della Regina delle Amazzoni. "Se avete bisogno di qualcosa mi trovate qui in giro!" e usc� lasciandole da sole.
"Hai visto che accoglienza? E com'� grande questa capanna!" disse Gab entusiasta.
"E' normale: sei la loro regina..." disse Xena, che si era fermata sulla porta.
"Qualcosa non va?" chiese la fanciulla
"No, � tutto a posto. Vado a chiedere ad Anfitea dove posso sistemarmi."
"Cosa? Ma...Tu starai qui con me. Come abbiamo sempre fatto..." nella voce di Gab si poteva intuire una preoccupazione mai provata.
"Ma qui � diverso. E' come se fossi a casa tua. Qui sei al sicuro e non hai bisogno della mia protezione."
Gabrielle le si avvicin� e l'abbracci�. Con la testa appoggiata al suo petto disse: "Non voglio che tu vada da un'altra parte. Il tuo posto � qui con me..." e la strinse ancora di pi�. Sentiva il cuore di Xena battere forte. La guerriera sorrise, abbracci� a sua volta la fanciulla e le appoggi� la testa sul capo: "Ai tuoi ordini... mia Regina!"

Alla sera si fece un banchetto per festeggiare il ritorno di Gab tra le Amazzoni. La fanciulla era sotto lo sguardo di tutte, omaggiata di ogni attenzione possibile. Xena era in disparte, ma non la perdeva mai di vista. Anfitea la raggiunse.
"Bella festa, vero?"
"Gi�."
"Vedo che non sei molto di compagnia questa sera." Xena non rispose, ma Anfitea continu� a parlare. "C'� una tradizione amazzone in occasione della cerimonia che si terr� domani. Le guerriere pi� valorose dovranno sfidarsi, sotto gli occhi della Regina, per eleggere quella che tra loro diventer� l'unica a poter proteggere la nostra sovrana. Quella che non dovr� mai abbandonarla."
"E allora?" chiese Xena senza troppo interesse.
"E allora la nostra Gabrielle ha deciso di annullare la sfida. Ha detto che solo tu puoi proteggerla. Non ha bisogno di nessuna prova: vuole solo te la suo fianco." Gli occhi solitamente impenetrabili della guerriera si fecero lucidi...
"Pensa a quello che ti ho detto questa mattina. Anche lei ti guarda con quegli occhi..." e cos� dicendo diede una pacca sulla spalla di Xena e si allontan�.

Nel frattempo Gab si era messa a parlare con Sadia, un'altra sua amica amazzone. "Non capisco cosa stia succedendo a Xena. E' da quando siamo qui che la vedo diversa, quasi scostante."
"Forse � gelosa..."
"Gelosa? Xena? No, non la conosci bene. A lei non interessano le feste e le cerimonie. Non pu� essere gelosa di tutto questo!" disse ridendo Gabrielle.
"Io non mi riferivo a questo. Sto parlando del fatto che qui sei venerata e guardata da tutte. Qui al villaggio non sei pi� solo sua, ma deve dividerti con tutte noi. E questo la rende terribilmente gelosa, anche se non lo ammetter� mai." concluse Sadia.
"Tu dici?"
"Beh, voi due siete..." e guard� Gab con aria interrogativa.
"No, siamo solo amiche...purtroppo...In effetti non sono del tutto sicura che Xena sia interessata alle donne. Qui al villaggio un sacco di ragazze si buttano ai suoi piedi al suo passaggio, eppure lei non le degna di uno sguardo." disse la fanciulla con gli occhi fissi sul fal�.
"E non ti passa per la mente che forse lo f� semplicemente perch� � innamorata di un'altra persona? Perch� � innamorata di te?" Queste ultime parole le rimbombarono nelle orecchie come una cannonata, e si volt� verso Sadia.
"Non dirmi che non hai notato come ti guarda? Non pu� essere nient'altro che amore quello che prova per te."
Gabrielle guard� al di l� del fuoco, e incroci� lo sguardo di Xena...

 

 



 

 

 E finalmente arriv� il gran giorno. Gabrielle f� praticamente "prelevata" all'alba dalla sua capanna, e per quella giornata si sarebbero a malapena incontrate, lei e Xena: la regina doveva essere preparata per la cerimonia.
Xena pass� il tempo annoiandosi qu� e l� per il villaggio, e alla fine si ferm� vicino al fiume. Di l� a poco f� raggiunta da un'altra guerriera. L'aveva gi� notata la sera precedente, durante il banchetto, e le aveva dato un gran fastidio perch� non aveva tolto gli occhi di dosso a Gab un solo istante.
"Disturbo?"
"Cosa vuoi?" disse Xena, guardando gelidamente la nuova arrivata.
"Mi pare di capire che non sono la benvenuta..."
"In effetti, qualunque cosa tu abbia da dirmi non mi interessa!"
"Invece credo che ti interesser�. E parecchio." L'Amazzone era in piedi, di fronte a Xena, e con un sorrisetto beffardo le disse: "Voglio prendermi Gabrielle!".
"Tu cosa?" tuon� la guerriera.
"Hai capito bene. Dato che tra voi non c'� niente, non vedo dove sia il problema! Ho voluto solo avvisarti delle mie intenzioni: non ho certo bisogno del tuo permesso." e fece per andarsene.
Xena balz� in piedi: "Tu non vai da nessuna parte!". Era furibonda, e faceva fatica a controllare le sue emozioni.
"Beh, non mi aspettavo una reazione del genere." disse stupita l'Amazzone. "Quindi...lei per te non � solo un'amica. Avevo visto giusto!"
Gli occhi di Xena sembravano infuocati, le mani strette in un pugno. "Non puoi prenderti Gab!".
"Perch�?".
"Perch� lei � mia!"
Cal� il silenzio tra le due guerriere. Xena era quasi incredula per la forza e la convinzione con cui aveva pronunciato queste parole: finalmente quel pensiero era venuto fuori, direttamente dal suo cuore. Si sent� sollevata: "Si, lei � solo mia..." disse quasi sovrapensiero.
"L'hai ammesso finalmente! D'accordo, siamo ad armi pari: sar� Gabrielle a decidere!"
In silenzio, due occhi verdi come smeraldi osservavano la scena da dietro un cespuglio: "Ma io ho gi� deciso..." sussur� la figura nascosta. Gab era andata a cercare Xena, e si trov� casualmente ad assistere al dialogo tra le due donne. Una lacrima le scese lungo la guancia: "Ho gi� deciso tempo f�..." e se ne and�.

Al calar della sera la cerimonia ebbe inizio. Gabrielle fece il suo ingresso trionfale al centro del villaggio, attorniata da tutte le Amazzoni. Era splendida: anche la luna avrebbe dovuto nascondersi al cospetto di tanta semplice bellezza. Subito cerc� Xena con lo sguardo, e le sorrise. Il cuore della guerriera sembrava impazzito: era sempre pi� difficile controllare le proprie emozioni...
Tra un gruppo di Amazzoni si fece largo la guerriera che Xena aveva incontrato nel pomeriggio, e si ferm� di fronte alla regina.
Xena, ricordando le parole che le aveva rivolto qualche ora prima, mise una mano sul chakram, pronta a risolvere la questione a modo suo. Qualcuno le afferr� il braccio: "Placa la tua ira. Perch� non dai un p� di fiducia a Gabrielle? Non � pi� una ragazzina, sa quello che vuole." . Come al solito Anfitea era giunta al momento opportuno.
L'Amazzone guard� negli occhi Gab e disse: "Mia Regina, vorrei ufficialmente chiederti di poter diventare la tua guerriera di fiducia e di avere l'onore di stare al tuo fianco non solo in battaglia ma anche nella vita."
Nessuna parlava, tutte aspettavano la risposta della sovrana. Gab cominci� a parlare: "Sono lusingata dalla tua richiesta, guerriera, ma non potr� accontentarti. Quel posto appartiene gi� ad un'altra persona... Questa � la mia scelta." e allung� il braccio nella direzione di Xena, invitandola a raggiungerla.
Xena sembrava pietrificata: un turbine di emozioni scuotevano il suo cuore e la sua mente.
"E' il tuo momento, Principessa!" la esort� Anfitea e le diede una piccola spinta in avanti: le sue gambe non si sarebbero mai mosse da sole!
Quando f� al fianco di Gab, guard� negli occhi la guerriera amazzone, e quest'ultima le disse: "Hai vinto." ma non c'era odio nelle suo sguardo, solamente rassegnazione: nessuno avrebbe mai potuto prendere il posto di Xena nel cuore della Regina delle Amazzoni.

"Amazzoni! Diamo inizio alla festa!" grid� qualcuno, e cominciarono le danze.
La serata trascorse allegra e tranquilla. Xena e Gab rimasero tutto il tempo una al fianco dell'altra. La guerriera era confusa: come mai Gab sembrava cos� sicura di s�? Era cos� serena e non perdeva occasione per cercare un contatto fisico con lei. C'era una luce nuova nei suoi occhi, una consapevolezza che non aveva mai notato prima. E tutto questo la rendeva ancora pi� seducente...
Quando la festa termin�, a notte inoltrata, si ritrovarono nella capanna della regina, e nessuna delle due sembrava avere sonno.
Gabrielle cominci� a spogliarsi, sicura che Xena l'avrebbe guardata. E infatti quella visione la fece barcollare.
"Tutto bene?" disse la fanciulla voltandosi verso di lei.
"S...si. Vado a dare una controllata ad Argo. Sai... per vedere se � tutto ok..." e usc� dalla capanna, ansimando.
Cammin� fino al limitare della foresta, e mille pensieri affollavano la sua mente. Doveva sapere. Perch� improvvisamente Gab si comportava cos�? "St� cercando di sedurmi o � solo un gioco?" pens� la guerriera. Se � solo un gioco, st� scherzando col fuoco. Se invece non lo �... Doveva sapere.
Girovag� un p�, immersa nei suoi pensieri e poi torn� alla capanna.
Gab era sotto le coperte, probabilmente dormiva gi�. Xena si sedette sul suo lato del letto.
"Xena, dove sei stata tutto questo tempo?" disse la fanciulla, mettendosi a sedere sul letto e tenendosi le coperte fin sotto il mento.
"Scusa, non volevo farti preoccupare."
"Coraggio," pens� Gabrielle "bisogna solo rompere il ghiaccio." Xena pens� la stessa cosa, e si inginocchi� sul letto, proprio di fronte a lei.
"Senti, io..."
Gab not� l'imbarazzo di Xena, le sorrise e le accarezz� una guancia. "Stai tremando... Spero di esserne io la causa..." La guerriera ebbe un brivido. "Sei cambiata... Voglio sapere perch�..."
"Ti ho sentita parlare, oggi al fiume. Non sai da quanto tempo aspettavo di sentirti dire quelle parole..." Le carezze della fanciulla erano cos� gentili e delicate: la sua mano indugi� ancora un p� sulla guancia, poi si spost� sul collo. Le due donne non avevano smesso di guardarsi negli occhi. Xena vide ancora quella luce nello sguardo di Gab, ma ora capiva: derivava dalla sicurezza e dalla consapevolezza di amare e di essere amata.
"Sei proprio sicura di volerlo?" disse piano la guerriera, prendendo la mano della fanciulla nella sua. "Non sono mai stata sicura di qualcosa come in questo momento." f� la risposta.

Le loro labbra si avvicinarono, e si unirono in un lungo e appassionato bacio. Entrambe sapevano che, da quel momento in poi, nulla sarebbe pi� stato come prima.
Per un p� di tempo andarono avanti solo a baciarsi, all'inizio sembr� loro sufficiente. Poi i loro corpi cominciarono a chiedere di pi�.
La prima a staccarsi da quel bacio f� Gab: lasci� cadere il lenzuolo e Xena vide che che non indossava niente. La fanciulla le mise le mani intorno al collo e le sussurr�: "Mi sembra che tu abbia troppi vestiti addosso, non ti pare?" Il corpo di Xena rispose immediatamente a quella frase, e in pochi istanti l'armatura e tutto il resto si trovarono sul pavimento.
Ora finalmente erano libere. Il soffice peso del corpo di Gab sopra quello di Xena, il respiro dell'una nel respiro dell'altra, i loro cuori che battevano al ritmo del loro amore.
Sembr� una notte lunghissima, interminabile; e mentre l'alba cominciava pian piano a risvegliare i colori del mondo, i loro respiri si fecero pi� affannosi, fino a culminare in un vortice di estrema passione.
Ora erano l�, abbracciate, incapaci di parlare, aspettando che i loro respiri tornassero normali.
Era l'alba della loro nuova vita insieme.


FINE

Seconda Parte

Il cielo era diventato scuro all'improvviso, e un vento gelido spazzava via tutto quello che incontrava sul suo cammino. I delicati fiocchi di neve che avevano rallegrato il cielo per tutta la mattina avevano lasciato il posto a nuvoloni neri, che non preannunciavano nulla di buono.
Si stava avvicinando una tormenta di neve e l'aria si faceva sempre pi� fredda e pungente.
Un soffice manto candido ricopriva ogni cosa, e quell'atmosfera ovattata e quasi irreale era turbata solo dal rumore delle folate di vento. Si potevano intravedere delle impronte nella neve. Due lunghe file di impronte, vicine, che si dirigevano verso la foresta.
Sarebbe stata una lunga notte.
La notte pi� magica dell'anno, da passare al calduccio insieme alle persone care, loro l'avrebbero trascorsa cercando di attraversare le montagne.
"Brrrr... Senti che freddo! E sembra proprio che peggiorer�!" disse Gab, avvolta fino al naso in un pesante mantello.
"Vedrai, tra poco troveremo un riparo e accenderemo un bel fuoco per scaldarci. Resisti ancora un p�." la rassicur� Xena, che doveva anche preoccuparsi di tenere saldamente le briglie di Argo, spaventato per l'avvicinarsi della tormenta.
Il vento soffiava sempre pi� forte. Anche gli alberi pi� maestosi erano costretti a piegarsi come fili d'erba al passaggio di ogni folata. E come se non bastasse, aveva anche ripreso a nevicare. Ormai la visibilit� era ridotta a pochissimi metri.
Xena e Gab si strinsero l'una all'altra, avanzando faticosamente in mezzo alla tormenta. I loro passi si erano fatti lenti e pesanti...
"Non ce la faccio pi�... Ho i piedi letteralmente ghiacciati... Di questo passo non riusciremo mai ad attraversare la montagna..." si lament� nuovamente la fanciulla.
"Non possiamo fermarci qui. Senza un riparo finiremo congelate prima che faccia notte! Coraggio! Resisti! Ti prometto che tra un p� ci fermeremo." e cos� dicendo la strinse ancora di pi� a s�.
Pi� cercavano di avanzare e pi� il vento le spingeva indietro. In mezzo a quell'aria gelida ogni fiocco di neve sembrava si tramutasse in uno spillo, pronto a ferire le guance gi� arrossate delle due. Anche il povero Argo era ormai stremato.
"Non sar� facile trovare riparo..." pens� Xena, cercando di non far intuire la sua preoccupazione a Gab.
Poi d'un tratto not� una piccola insenatura, tra le radici di un grande albero. Non era granch� come rifugio, ma almeno avrebbero potuto riposarsi per un p�, in attesa che la tormenta si placasse. "Vieni, fermiamoci qui."
Gab si rannicchi� come meglio pot� nell'insenatura, rabbrividendo. Il tronco e le radici offrivano un p� di protezione, e le grandi fronde dell'albero avevano impedito il depositarsi della neve. Per il momento non c'era di meglio... Argo f� legato saldamente ad una delle radici.
Xena prese una coperta e si sistem� di fianco a Gabrielle. L'abbracci�, cercando di scaldarla. La fanciulla ricambi� quel gesto con un sorriso.

Xena non era affatto tranquilla. Sapeva benissimo che avrebbe dovuto cercare un rifugio pi� confortevole per trascorrere la notte ormai alle porte. Quell'insenatura era solo un riparo di fortuna, capitato nel momento giusto. Ma non avrebbero resistito per molto...
Ad un tratto not� che Gab aveva chiuso gli occhi. "Hei, sveglia! Non vorrai dormire qui?" le disse sgranando gli occhi.
"Sono stanchissima... Ho sonno... Lasciami riposare un p�..."
"Sveglia! Non devi addormentarti!" e cominci� a squoterla, dolcemente.
"Fammi dormire solo un p�, ti prego... Poi ripartiremo..." e il suo respiro si fece profondo.
Questa volta la guerriera non f� cos� dolce: un sonoro schiaffo echeggi� in mezzo alla foresta. Gab era incredula, con gli occhi spalancati per lo stupore: "Che ti prende? Sei impazzita?"
"Perdonami, ma non devi dormire. Sarebbe la fine... Devi rimanere ben sveglia e cercare di scaldarti, in qualche modo."
L'amazzone non riusc� a replicare nulla di fronte all'espressione quasi terrorizzata della sua Xena. Non l'aveva mai vista cos�...
"Far� come vuoi... Cercher� di rimanere sveglia..." le disse.
Xena mise le mani sulle guance di Gab: "Brava. Vedrai che troveremo un altro posto per passare la notte. E riusciremo a trovare anche qualcosa da mangiare." le disse sorridendo.
"Si..."

La guerriera si guard� intorno. Doveva assolutamente trovare un posto pi� decente. Al pi� presto. Tra poco sarebbe stato completamente buio, e avrebbero avuto ben poche speranze di passare la notte indenni, con quel clima.
"Ascoltami bene..." disse. "Adesso andr� a cercare un altro rifugio e appena lo trover� torner� a prenderti."
"E mi lasci qui da sola?"
"Torner� presto vedrai. E' l'unica soluzione possibile."
"Stai attenta, ti prego. Comincia a far buio..."
"Non preoccuparti. Sapr� cavarmela.". Poi prese le mani di Gab e le strinse nelle sue: "Promettimi una cosa..."
La fanciulla guard� negli occhi la guerriera.
"Qualunque cosa accada, non devi addormentarti. Per nessun motivo..."
"Ma..."
"Promettimelo!" la interruppe Xena, e le strinse ancora pi� forte le mani.
Passarono qualche istante a guardarsi negli occhi. "D'accordo, te lo prometto... Tu per� torna presto..."
"Il prima possibile..." e le diede un leggero bacio sulle labbra.
Avvolta nel suo pesante mantello, prese una grossa bisaccia vuota che era annodata alla sella di Argo. Poi diede una pacca affettuosa al suo fedele amico, e rivolse ancora lo sguardo alla sua Gab.
Si scambiarono un sorriso, e poi Xena scomparve nell'oscurit� della foresta.

 

Erano trascorsi solo pochi minuti da quando Xena se n'era andata, ma sembrava gi� tantissimo tempo. Tutto intorno a lei era silenzio, interrotto solo dal rumore del vento attraverso i rami degli alberi. Si sforzava di guardare oltre il buio che avvolgeva ormai ogni cosa. Sperava gi� che la sua compagna fosse di ritorno... Le palpebre diventavano sempre pi� pesanti... Le immagini che i suoi occhi potevano ancora catturare si facevano sempre pi� offuscate...Sentiva che stava per cedere...
Ad un tratto sent� qualcosa arruffarle i capelli, e trasal�. Alz� lo sguardo e vide il muso di Argo, che le sbuff� sul viso. Gab sorrise.
"Grazie! Meno male che ci sei tu a tenermi sveglia..."
"Ti va di ascoltare una storia, mentre aspettiamo Xena?". Gli occhi dolci dell'animale sembrarono annuire. Allora Gab cominci� a narrare uno dei suoi tipici racconti pieni di avventure e coraggio, nei quali ci sono villaggi da salvare e tiranni da sconfiggere, fanciulle da liberare e divinit� che si divertono a giocare con il destino degli uomini. Ma soprattutto racconti nei quali i cattivi vengono sempre sconfitti, e l'amore ha sempre la meglio sull'odio.
"Chiss�, magari da quest'avventura ne verr� fuori un bel racconto. Che ne dici?" Il cavallo scroll� la sua criniera dorata e sbuff� nuovamente.
Gab si strinse nella coperta e alz� gli occhi al cielo. Non si vedeva nemmeno una stella. C'erano solo buio, vento e neve. E il freddo ormai la faceva da padrone: quasi non riusciva pi� a muovere le gambe e i piedi sembrava non ci fossero nemmeno pi�.
"Xena dove sei? Perch� non torni ancora?" disse sottovoce. ma si udiva solo il rumore del vento.
"Non riesco pi� a stare sveglia... Mi dispiace... " le sue palpebre cominciarono a chiudersi, nonostante gli sforzi per non addormentarsi. "Non posso mantenere la promessa che ti ho fatto... Perdonami..." disse con un filo di voce. La testa si pieg� da un lato, appoggiandosi al tronco dell'albero, e la fanciulla cadde in un sonno profondo, mentre il vento le scompigliava i capelli.
E questa volta nemmeno Argo riusc� a svegliarla...

Nel frattempo Xena vagava nella foresta, lottando contro la tormenta e contro il tempo. Da abile guerriera solitamente non si sarebbe fatta spaventare da una simile situazione, ma stavolta la posta in gioco era molto alta... Il suo pensiero era costantemente rivolto a Gab: "Resisti. Tra un p� sar� di ritorno."
Come prima cosa si preoccup� di trovare dei rametti asciutti, che sarebbero serviti per accendere almeno un piccolo fuocherello. Fortunatamente sapeva dove cercare. Non era la prima volta che affrontava emergenze come quella. Scroll� via la neve da un cespuglio secco, molto fitto di rami. Tolti quelli in superficie, ormai fradici, si mise a raccogliere i rametti centrali, che erano rimasti all'asciutto. Ce n'erano abbastanza da riempire tutta la bisaccia che si era portata dietro.
E il primo problema era risolto.
Adesso occorreva trovare del cibo. Per� era impensabile riuscire a scovare qualche animale... Serviva qualcosa di nutriente e allo stesso tempo facile da trovare. Delle bacche per esempio. Unite alla frutta e al latte che gi� avevano potevano costituire un pasto quasi completo. Si mise a cercare. Fortunatamente con un piccolo tronco era riuscita a ricavare una torcia, e la ricerca sarebbe stata pi� facile.
In poco tempo riusc� a raccoglierne molte; tante da riempire l'altra bisaccia, che portava a tracolla.
E anche il secondo problema era risolto.
Mentre si preparava a riprendere il cammino not�, a poca distanza da lei, una parete rocciosa. Senza accorgersi era arrivata al limitare della foresta, ai piedi della montagna. Ebbe un'intuizione: "Chiss� se..." e corse a perlustrare la roccia. Dopo qualche minuto di ricerca il suo viso si illumin�: "Ha, lo sapevo!" disse soddisfatta di fronte all'entrata di una caverna.
Non era grandissima, ma abbastanza spaziosa per farci entrare anche Argo. Pos� nella grotta le bisacce. Cos� il cammino di ritorno sarebbe stato pi� facile.
"Aspettami Gab. St� arrivando." e si diresse velocemente nella direzione dalla quale era giunta.

Non sapeva perch�, ma mano a mano che si avvicinava verso il luogo dove si trovava la sua compagna, sentiva farsi pi� forte una strana sensazione. Un'inquietudine che quasi le faceva mancare il fiato. Acceler� il pass�, poi si mise a correre.
Un grido le si spezz� in gola, senza poter uscire.
"Gab! Hei, sveglia!" ma la fanciulla non rispose. Xena la scosse, la schiaffeggi� ma... nulla.

E la neve continuava a scendere.

 

La situazione era grave. Non c�era un minuto da perdere. Gab era quasi assiderata per il troppo tempo trascorso al freddo senza muoversi. Bisognava scaldarla al pi� presto, prima che fosse troppo tardi�
�Vieni qui, mi serve il tuo aiuto.� Disse ad Argo. Il muso dell�animale si chin� verso Xena, e i suoi occhi sembrarono scusarsi per quello che era accaduto a Gabrielle.
�Non preoccuparti, lo so che non � stata colpa tua. Per� adesso devi dimenticare la stanchezza e il freddo, e aiutarmi a portarla al riparo.�
La guerriera avvolse Gab nella coperta e riusc� in qualche modo ad adagiarla in groppa ad Argo. Poi prese le briglie e si incammin� in direzione della grotta.
Il vento era calato un po�, e questo rendeva le cose pi� facili.

Finalmente arrivarono alla caverna. Xena appoggi� delicatamente Gab al suolo, e si mise subito ad accendere un fuoco, proprio di fianco alla sua compagna. In poco tempo la piccola grotta fu illuminata e riscaldata da uno scoppiettante fuocherello. Poi si inginocchi� di fronte ai piedi della fanciulla, le tolse i calzari e cominci� a massaggiarglieli, per riattivare la circolazione.
�Ma senti qui� Sono ghiacciati� Mi dispiace di averti fatto sopportare tutto questo. Il nostro primo Solstizio insieme, come coppia� Avrebbe dovuto essere una notte meravigliosa e invece, guarda come siamo ridotte�� e diresse lo sguardo verso la chioma bionda, che faceva capolino dalla pesante coperta. Poi avvicin� un po� i piedi di Gab al fuoco, in modo che prendessero pi� calore possibile. A questo punto bisognava solo aspettare che si svegliasse.
Nel frattempo prese alcune erbe da una delle bisacce, e le mise in un piccolo tegame. Dopodich� riemp� il tegame di neve: in mancanza dell�acqua era l�unico modo per preparare un decotto, e lo mise a scaldare.
Trascorse un po� di tempo, e pian piano le guance della fanciulla ripresero colore. �Il peggio � passato�� pens�, e si dedic� nuovamente al decotto, assorta nei suoi pensieri.
�Ti prego, non dirmi che stai cucinando tu�� disse una voce, debolmente. Xena si gir�, con un sorriso, e le pass� una mani tra i capelli dorati. �Come stai?�
�Adesso va meglio.�
��Per un attimo ho pensato di averti perduta��
�Anch�io��
E si scambiarono un sorriso che valeva pi� di mille parole.
�Te la senti di bere qualcosa?� disse Xena.
�Anche se ti dico di no, me lo farai bere comunque, vero?�
�Ormai dovresti conoscermi! Dai, ti far� bene.� Vers� il contenuto del tegame in una ciotola e gliela porse. La fanciulla si sedette, avvolgendosi la coperta intorno alle spalle. �Uh! Dall�odore direi che non � un granch�!�
�Bevi��
�Ok., scherzavo!�
Rimasero in silenzio per un po�. La guerriera osservava divertita le smorfie sul viso di Gab mentre cercava di mandar gi� l�infuso. Aspett� che l�ebbe finito, poi le si avvicin�; le mise un braccio intorno alle spalle e la tir� a s�. �Ora va meglio?�
�Decisamente si�� e appoggi� le ciocche bionde sull�armatura lasciata scoperta dal mantello.
Dopo qualche minuto Xena disse, in un sospiro: �Scusami��
Gab la guard� con aria interrogativa.
�Lo sai. Avrei voluto che questo Solstizio fosse speciale. E invece��
�Smettila di rimproverarti. Siamo qui insieme, e siamo sopravvissute alla tormenta. E� questo quello che conta.�
�D�accordo. Ma non potr� darti il mio regalo. Ed era importante per me�� In momenti come questo Xena faceva vedere tutto il suo lato pi� dolce, e sembrava una persona totalmente diversa dalla guerriera imbattibile sempre pronta ad andare da chi chiedeva aiuto. La fanciulla la guard� teneramente.
�Ti manca non aver mai festeggiato il Solstizio, vero?�
�Non saprei. Non me lo sono mai chiesta. Sono dovuta crescere in fretta, e forse non ho mai avuto il tempo di chiedermelo.�
Gli occhi di Gab divennero lucidi, ma si trattenne.
�E� un vero peccato� Io ho ricordi bellissimi legati ai Solstizi trascorsi con la mia famiglia�� poi esit�. Non sapeva se continuare oppure fermarsi: non avrebbe voluto rattristare ancora di pi� la sua Xena.
�Coraggio, continua. Mi piace starti ad ascoltare.�
�Sicura?�
�Certo, non preoccuparti.�
�Ok. Io e mia sorella eravamo sempre le pi� impazienti. Ogni anno non vedevamo l�ora che arrivasse questo giorno. Facevamo giochi, ci scambiavamo piccoli regalini, e poi andavamo in cucina ad aiutare nostra madre. Cucinavamo sempre qualcosa di speciale per il Solstizio!� Xena la guardava, compiaciuta: adorava sentirla parlare con tanto entusiasmo.
�A proposito. Qual�era il mio regalo? Se ormai non puoi pi� darmelo tanto vale che me lo dici, no?� e le diede un colpettino col gomito.
�Eh no! Questo mai! Rimarr� un segreto!�
�E dai. Non � giusto!� e fece finta di fare l�offesa, girando le spalle a Xena. Quest�ultima sorrise, le mise le braccia intorno alla vita e l�abbracci�. Le diede un leggero bacio sull�orecchio e le sussurr�: �Per quel che mi riguarda, il regalo pi� bello che potessi mai sperare di avere � gi� qui, tra le mie braccia. E non chiedo altro.�
Gab arross�: �Questo � il Solstizio pi� meraviglioso della mia vita. Grazie��
Rimasero qualche minuto cos�, senza parlare. Poi notarono che non si sentiva pi� il rumore del vento. Si avvicinarono all�entrata della grotta e davanti ai loro occhi si present� uno spettacolo splendido: le nuvole erano scomparse, e il cielo era costellato da una miriade infinita di stelle, e la luna faceva la sua bella figura in mezzo ad esse. Il cielo era diventato cos� luminoso che la neve sembrava essersi trasformata in un tappeto di diamanti, quasi accecante.
Le due donne si strinsero l�una all�altra, piene di gioia nel cuore.
Una rappresentazione teatrale�� disse Xena.
�Cosa?�
�Il tuo regalo� Era una rappresentazione teatrale che si svolger� nella citt� dietro a queste montagne��
Gab sorrise: �Felice Solstizio, Xena��
�Anche a te��
E un bacio suggell� la magia di quel momento.
Nessuno sa dire con certezza quanto dur� quel bacio. Alcuni dicono solo pochi istanti; altri dicono tutta la notte. Ma io so che quel bacio dura ancora adesso, fino all�eternit�.

FINE






Creazioni di Hele




























Alune opere di Shane

Queste sono alcune opere di Shane, un membro del nostro Forum Italiano di Xena:













Grazie a Shane per il suo contributo

Raccolta di Fanfiction Italiane e Straniere

Filastrocca di Xena e Gabrielle

Filastrocca di Xena e Gabrielle

 di Xena88


"Attenzione attenzione, xeniti e forestiere,
or vi narrer di fanciulle guerriere.

Dall'antica Grecia fino alla Cina
giunse la principessa Xena.

Con la sua inseparabile Olimpia lei girovagava
e dai soprusi e dai tiranni la gente indifesa liberava.

Abile di spada, coraggiosa di cuore,
tra lei e olimpia sbocci l'amore.

N mai pi ci fu un'amicizia pi sincera
tra la poetessa e la grande guerriera.

Il loro karma per sempre unito sar
e mai pi nessuno le separer.

Un lungo viaggio di avventure,
tra signori della guerra e strane creature.

Giganti, triadi e arpie:
o' quante leggendarie peripezie.

Bionda la chioma, oscuro il passato,
da Callisto il marito di Olimpia fu massacrato.

E che dire di Marte, il dio della guerra,
che morte e distruzione port sulla Terra.

Di Xena si innamor
ma lei non lo ricambi.

Chi fu delle due guerriere l'amico pi fidato?
Corilo il Magnifico, un po' stupido ma non ingrato.

ora il vostro cantore rima pi non ha
anche se al pi presto le ritorner."

 

 

 

 

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